La Campania punta sulla blockchain per certificare la Pizza Napoletana 100% Campana

Luglio 9, 2026

È questo il cuore del progetto “Pizza Napoletana 100% Campana”, promosso dall’Assessorato all’Agricoltura della Regione Campania insieme all’Associazione Verace Pizza Napoletana (AVPN). L’iniziativa punta a garantire trasparenza e sicurezza lungo l’intera filiera produttiva della pizza napoletana, offrendo al consumatore finale informazioni certe sull’origine e sull’autenticità degli ingredienti utilizzati, dalla farina al pomodoro, dalla mozzarella all’olio.

Il progetto, presentato anche al SIGEP World di Rimini presso lo stand dell’AVPN e in precedenza portato all’Expo di Osaka, prevede il coinvolgimento di oltre cento pizzerie in tutto il mondo. Tra i primi pizzaioli aderenti figurano nomi noti del settore, come Giovanni Grimaldi e Enzo Coccia con la sua pizzeria La Notizia, protagonisti insieme ad altri professionisti di masterclass dimostrative dedicate alla promozione della pizza napoletana realizzata esclusivamente con prodotti di eccellenza campani, abbinati a vini del territorio.

Pizza Napoletana, in arrivo una novità importante

L’ambizione dichiarata dalla Regione è quella di trasformare la pizza in un vero e proprio veicolo di promozione per l’intero paniere agroalimentare campano, dal pomodoro San Marzano alla mozzarella di bufala, fino ai vini DOP e DOCG regionali. Non una semplice etichetta, dunque, ma un impegno concreto da parte dei pizzaioli aderenti a raccontare la provenienza di ogni singolo ingrediente utilizzato.

Pizza Napoletana, in arrivo una novità importante-campaniatalk.it

Il progetto ha già superato i confini nazionali: a marzo la Regione lo ha portato al Pizza Expo di Las Vegas, raccogliendo adesioni crescenti tra i pizzaioli veraci statunitensi, mentre a maggio è stato al centro di missioni internazionali che hanno toccato Shanghai e la fiera Tuttopizza di Napoli, alla Mostra d’Oltremare, ultima tappa del circuito Tuttopizza International dopo le missioni in Canada e Cina. Un percorso che punta a intercettare un mercato globale della pizza stimato tra i 140 e i 148 miliardi di euro lungo l’intera filiera.

Al netto della dimensione promozionale, il progetto risponde anche a un’esigenza molto concreta per i produttori campani: distinguere un prodotto autentico, con materie prime tracciate e certificate, dalle numerose imitazioni di “pizza napoletana” che nel mondo utilizzano ingredienti non riconducibili al territorio regionale. La tecnologia blockchain, in questo senso, offre uno strumento difficilmente falsificabile rispetto ai tradizionali marchi e bollini, perché consente di ricostruire l’intera catena di fornitura in modo verificabile da chiunque, semplicemente inquadrando un codice al momento del pasto.

Dal punto di vista pratico, il sistema di tracciabilità blockchain funziona attraverso la registrazione di ogni passaggio della filiera in un registro digitale condiviso e non modificabile: dal produttore di farina o pomodoro fino al pizzaiolo che prepara il disco di pasta, ogni fornitura viene certificata e resa consultabile. Un meccanismo che, oltre a tutelare il consumatore finale, offre anche ai produttori campani coinvolti nel progetto una vetrina aggiuntiva, dal momento che la provenienza certificata diventa essa stessa un elemento di marketing da comunicare al pubblico internazionale che frequenta pizzerie e fiere di settore.

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