“L’aeroporto è un luogo di mobilità e un grande elemento di democrazia, perché offre a tutti l’opportunità di girare il mondo”: con queste parole Roberto Barbieri, amministratore delegato di Gesac, ha tracciato il bilancio dello scalo partenopeo durante un recente evento pubblico a Capodichino.
“Nonostante le dimensioni contenute, lo scalo di Napoli garantisce oggi 125 destinazioni, di cui sette intercontinentali: un risultato straordinario per un aeroporto regionale”, ha aggiunto, sottolineando come il traffico continui a crescere anno dopo anno nonostante l’aeroporto non rientri tra i grandi hub nazionali per dimensioni fisiche.
Barbieri ha illustrato anche i piani di sviluppo di medio periodo per Capodichino, che prevedono un investimento complessivo di 200 milioni di euro da parte di Gesac, affiancato da interventi di Regione Campania e Comune di Napoli sulla viabilità circostante lo scalo, un nodo cruciale considerando l’attuale congestione delle strade di accesso nelle ore di punta.
Capodichino: come cambierà l’aeroporto di Napoli
L’obiettivo dichiarato è consegnare, nel giro di quattro anni, un aeroporto profondamente rinnovato, dotato di un secondo terminal e di un albergo annesso alla struttura, elementi che permetterebbero di gestire un volume di passeggeri ben superiore a quello attuale senza sacrificare la qualità del servizio.

Parallelamente ai grandi piani di espansione, procedono anche i lavori più immediati, affidati alla società napoletana Piloda Building, attiva sullo scalo dal 2008 e già responsabile di interventi come la costruzione del piano sopraelevato e l’ampliamento dell’area arrivi. Il pacchetto di lavori attuale prevede due nuovi gate, identificati come D21 e D22, per un totale di oltre 600 metri quadrati di nuova superficie d’imbarco, ricavati nell’area dove un tempo si trovava il vecchio nastro bagagli.
È prevista anche una nuova area self check-in dedicata ai passaporti extra Schengen, con 12 postazioni automatiche per il controllo documentale, ricavata riconvertendo quello che in passato era un deposito carburante dello scalo. A completare il pacchetto, un secondo ascensore nell’atrio partenze, gemello di quello già esistente, pensato per snellire i flussi di passeggeri verso i piani superiori.
Entro l’estate 2026, secondo la road map comunicata, tutte le aree di pertinenza dei gate dall’1 al 15 risulteranno notevolmente ampliate, con l’obiettivo dichiarato di ridurre tempi di attesa e code, criticità più volte segnalate dai viaggiatori nei periodi di maggiore afflusso. Particolare attenzione è stata riservata anche all’accessibilità, con nuove aree dedicate alle persone a mobilità ridotta progettate secondo i più recenti standard europei in materia.
Gli interventi arrivano in un momento di crescita sostenuta per lo scalo napoletano: nel 2025 Capodichino ha registrato 13,2 milioni di passeggeri, in aumento del 5% rispetto all’anno precedente, confermandosi quarto aeroporto italiano per traffico complessivo, alle spalle di Roma Fiumicino, Milano Malpensa e Bergamo. Il dato più significativo, però, riguarda la vocazione internazionale dello scalo: i collegamenti con gli Stati Uniti sono cresciuti del 58% rispetto al 2024, superando quota 340mila passeggeri, un balzo legato ai sei voli quotidiani offerti dalle principali compagnie americane, con la possibilità che almeno uno di questi collegamenti venga esteso a tutto l’anno nei prossimi mesi.