La scuola non è solo il luogo dell’istruzione, ma lo spazio fondamentale in cui si costruisce l’uguaglianza sociale di domani. Con un voto unanime che supera ogni barriera ideologica e conferisce al provvedimento un peso politico trasversale, il Consiglio regionale della Campania ha approvato una mozione cruciale per la distribuzione gratuita degli assorbenti all’interno degli istituti scolastici.
La proposta, nata dall’iniziativa del consigliere Davide D’Errico, non si limita a fornire un aiuto materiale immediato, ma punta a scardinare un tabù culturale ancora profondamente radicato nel nostro Paese attraverso mirati percorsi di sensibilizzazione ed educazione nelle aule.
Oltre il tabù: la realtà globale della povertà mestruale
La decisione della Campania risponde a un’emergenza silenziosa ma pervasiva, nota a livello internazionale come period poverty. Questa condizione di disagio non rappresenta affatto una questione marginale o di nicchia, come dimostrano chiaramente i dati epidemiologici e sociali. Sul territorio italiano, quasi una persona su sei si trova regolarmente in difficoltà economica nel dover far fronte all’acquisto di assorbenti e tamponi.

Allargando lo sguardo al panorama mondiale, le stime delle principali organizzazioni internazionali, tra cui Unicef e Save the Children, tracciano un quadro drammatico: su circa ottocento donne che affrontano mensilmente il ciclo, ben cinquecento milioni non dispongono dei requisiti igienici e strutturali minimi per gestirlo in modo sicuro, dignitoso e privo di rischi per la salute. Il provvedimento campano si inserisce in una scia virtuosa già inaugurata sul territorio nazionale dalla Valle d’Aosta, che ha precorso i tempi dotando le scuole superiori di appositi distributori automatici.
Il fisco e il ciclo: l’altalena legislativa della “Tampon Tax”
L’altro grande pilastro della mozione campana tocca il tema della tassazione. La Campania si impegna infatti a farsi portavoce presso il governo centrale per richiedere la riduzione dell’aliquota IVA sui prodotti mestruali dal dieci al quattro per cento, equiparandoli finalmente ai beni di primissima necessità e allineandosi alla media dei partner europei. La storia recente del fisco italiano su questi articoli descrive un andamento decisamente altalenante: dopo il primo storico taglio dal ventidue al dieci per cento introdotto nel ventidue, e una successiva e temporanea riduzione al cinque per cento, la legge di bilancio ha ripristinato l’aliquota al dieci per cento, mantenendo il prelievo fiscale italiano su livelli decisamente elevati rispetto agli standard comunitari.
Mentre l’Italia fatica a trovare una stabilità normativa, il resto d’Europa sperimenta da tempo modelli fiscali e di welfare decisamente più progressisti e strutturati. Stati come Cipro, Irlanda e Malta hanno completamente azzerato l’imposta applicando un’aliquota dello zero per cento, seguiti da Spagna e Polonia che si attestano su percentuali minime inferiori al cinque per cento.
Sul fronte dei servizi diretti, la Scozia si distingue come pioniera assoluta per aver garantito la totale gratuità dei prodotti igienici a chiunque ne abbia bisogno, mentre la Francia assicura la distribuzione gratuita a tutte le giovani sotto i ventisei anni e alle fasce di reddito più deboli. Non meno significativa è l’esperienza della Catalogna, che distribuisce gratuitamente nelle farmacie dispositivi riutilizzabili e lavabili, coniugando con successo la giustizia sociale alla sostenibilità ecologica.