Chi si è affacciato sul lungomare di Salerno all’alba del 17 luglio si è trovato davanti uno scenario insolito: una cappa grigiastra sospesa tra mare e costa, con la visibilità sul golfo ridotta e i colori quasi autunnali, in pieno contrasto con il caldo torrido della stagione.
Il termometro segnava circa 25 gradi, ma l’umidità altissima faceva percepire temperature vicine ai 28, rendendo l’aria pesante fin dalle prime ore del mattino. È il quadro tipico della macaia, un fenomeno che porta un nome ligure ma che, come dimostra questa giornata, non risparmia affatto il Tirreno meridionale.
Macaia avvolge Salerno e i cittadini soffrono le temperature
La parola arriva infatti dal dialetto genovese, con probabile radice araba, e nel capoluogo ligure indica da secoli quella combinazione di scirocco, cielo coperto e umidità elevata che rende l’atmosfera immobile e lattiginosa. Paolo Conte l’ha resa celebre in tutta Italia cantandola in “Genova per noi”, dove la definisce “scimmia di luce e di follia”. Ma dietro la suggestione poetica c’è un meccanismo meteorologico preciso: i venti caldi e umidi provenienti da sud scorrono su una superficie marina più fresca, l’aria condensa e forma nubi basse e foschie che restano intrappolate tra la costa e i rilievi retrostanti. I meteorologi la chiamano nebbia da avvezione, ed è più frequente proprio dove il mare incontra montagne vicine alla riva.

Salerno, da questo punto di vista, ha una conformazione ideale. La città è stretta tra il golfo e i primi contrafforti dei monti Picentini, con la Costiera Amalfitana a chiudere il quadrante occidentale: quando lo scirocco spinge aria carica di umidità verso la terraferma, il vapore non ha vie di fuga e si deposita come un velo sospeso sull’acqua. Il risultato è quella sensazione di afa opprimente che non dipende tanto dalla temperatura in sé, quanto dall’incapacità del corpo di disperdere calore in un’aria già satura.
C’è poi un aspetto curioso che i genovesi conoscono bene: la macaia non è solo meteo, è anche uno stato d’animo. Nel linguaggio comune ligure il termine ha assunto un significato metaforico, quello di una malinconia sospesa, un torpore che sembra rispecchiare il cielo grigio. Non a caso il fenomeno compare nelle canzoni di Cristiano De André e nella letteratura dedicata al capoluogo ligure, dove viene descritto come parte integrante del carattere cittadino.
Per Salerno resta un episodio più raro, legato alle giornate più afose dell’estate, quando le condizioni di vento e umidità si allineano nel modo giusto. Le previsioni dei prossimi giorni indicano ancora caldo umido sul litorale campano, e non è escluso che il golfo torni a presentarsi avvolto nella sua coperta grigia: chi si sveglia presto farebbe bene a tenere d’occhio l’orizzonte.