Tutto è iniziato da un posto auto. Uno stallo numerato, assegnato dal Comune di Casoria da circa dodici anni a Liberato, diciassettenne affetto da una grave disabilità che lo costringe a vivere collegato a macchinari salvavita.
Mercoledì la madre, Anna Combatti, ha trovato lo spazio occupato da un’auto senza titolo e ha chiesto alla conducente, una vicina di casa che la famiglia conosce da anni, di spostare il veicolo. Secondo la ricostruzione riportata dalla stampa locale, la donna al volante si sarebbe rifiutata, sostenendo di avere a sua volta un familiare disabile e arrivando a pretendere di visionare la documentazione sanitaria del ragazzo.
Famiglia aggredita per aver chiesto di liberare un posto auto
Da lì la situazione sarebbe rapidamente degenerata. Quando la madre ha preso il telefono per fotografare la targa e segnalare l’occupazione abusiva al deputato Francesco Emilio Borrelli, la discussione si sarebbe trasformata in una vera e propria aggressione, proseguita fin dentro l’abitazione della famiglia. A farne le spese è stato l’altro figlio della donna, intervenuto per fare da scudo alla madre: il giovane sarebbe stato colpito al volto con un casco, con un impatto tale da romperne la visiera.
Il ragazzo è stato trasportato in ambulanza dal 118 all’ospedale di Frattamaggiore, dove è rimasto in osservazione per tutta la notte. La mattina successiva è stato trasferito al Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli per una consulenza otorinolaringoiatrica: i medici hanno diagnosticato la frattura del setto nasale e applicato un tutore.
Al momento l’intervento chirurgico è escluso, ma la famiglia resta in attesa dei prossimi controlli. Sul posto sono intervenuti i carabinieri del nucleo radiomobile, che hanno identificato i presenti e denunciato tre persone per rissa, mentre proseguono gli accertamenti per chiarire le responsabilità di chi ha utilizzato il casco come arma impropria. Della vicenda è stato informato anche il pubblico ministero.
La storia è diventata pubblica attraverso il lungo post con cui la madre ha raccontato l’accaduto sui social, ripreso poi dalle pagine del deputato Borrelli. Nel messaggio la donna sottolinea di aver già sporto denuncia e di voler andare fino in fondo, ricordando che i protagonisti dell’episodio sono vicini di casa che da quattordici anni conoscono la situazione della famiglia e le condizioni di Liberato.
Borrelli, insieme all’assessore comunale Salvatore Iavarone, ha definito quanto avvenuto un episodio gravissimo, chiedendo che venga perseguito con la massima severità perché la difesa di un diritto non può trasformarsi in un’aggressione dentro casa.
Il caso riporta l’attenzione su un fenomeno tutt’altro che isolato in Campania: appena un anno fa lo stesso Borrelli era stato aggredito a Santa Lucia di Serino, nell’Avellinese, dopo un richiamo per un’auto parcheggiata su uno stallo per disabili, vicenda per la quale due persone sono state recentemente rinviate a giudizio. Le indagini dei carabinieri di Casoria dovranno ora ricostruire con precisione la dinamica e accertare tutte le responsabilità.