Come ottenere il ricalcolo sulla pensione e l’aggiunta del supplemento INPS

22 Luglio 2026

Sono sempre di più i pensionati che continuano a lavorare anche dopo aver iniziato a percepire l'assegno previdenziale. Pochi sanno però che quei contributi versati in più non vanno persi, ma possono trasformarsi in un supplemento concreto sulla pensione già in pagamento.

Chi continua a lavorare dopo essere andato in pensione versa comunque i normali contributi Inps, che però non confluiscono automaticamente nell’assegno già erogato. Per recuperarli è necessario presentare un’apposita domanda di ricalcolo, attraverso cui l’Inps rielabora l’importo della pensione tenendo conto anche di questi versamenti aggiuntivi, riconoscendo un supplemento all’assegno mensile.

Possono beneficiare di questo meccanismo i titolari di pensione diretta, pensione supplementare, assegno ordinario di invalidità e pensione di vecchiaia. La condizione di base resta sempre la stessa: percepire già un trattamento pensionistico e, allo stesso tempo, continuare a versare contributi da lavoro.

Come funziona il ricalcolo sulla pensione

La regola generale prevede di attendere cinque anni dal primo assegno pensionistico prima di poter richiedere il primo ricalcolo. Una volta ottenuto il supplemento, per ogni richiesta successiva bisogna attendere altri cinque anni dall’ultimo ricalcolo effettuato, così da accumulare un numero sufficiente di nuovi contributi da far valere.

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Esistono tuttavia alcune eccezioni pensate per le categorie di lavoratori che più frequentemente proseguono l’attività anche dopo il pensionamento. Per artigiani, commercianti e coltivatori diretti il tempo minimo di attesa scende da cinque a due anni, e questa possibilità resta valida per ogni richiesta successiva, non solo per la prima.

Anche gli ex iscritti all’Enpals, cioè i lavoratori dello spettacolo e dello sport professionistico, possono accedere al ricalcolo dopo due anni, a condizione di aver già raggiunto l’età pensionabile. Lo stesso vale per gli iscritti alla Gestione separata Inps, ma solo in occasione della prima domanda: dalla seconda richiesta in poi torna ad applicarsi il requisito ordinario dei cinque anni.

Per presentare la domanda non serve allegare alcuna documentazione, dal momento che l’Inps dispone già di tutti i dati necessari per verificare il diritto al ricalcolo. La richiesta va inoltrata per via telematica sul sito dell’istituto, accedendo con Spid, Cie o Cns, oppure telefonicamente contattando il Contact Center Inps ai numeri 803164 da rete fissa o 06 164164 da cellulare.

L’entità dell’aumento dipende non solo dai contributi versati, ma anche dal periodo in cui sono stati maturati: quelli versati a partire dal 1° gennaio 2012 seguono il sistema contributivo, mentre quelli maturati fino al 31 dicembre 2011 rientrano nel sistema retributivo o in quello misto, con criteri di calcolo differenti che possono incidere sull’importo finale del supplemento riconosciuto.

Anche in caso di decesso del pensionato, i contributi versati dopo il collocamento a riposo non vanno persi: concorrono infatti al calcolo della pensione destinata ai superstiti, anche se non sono mai stati utilizzati in vita per ottenere un supplemento tramite il ricalcolo.

Esiste infine un caso particolare in cui, pur presentando e ottenendo il ricalcolo, l’importo della pensione non aumenta rispetto a quanto già percepito. Questo accade quando il trattamento pensionistico include già un’integrazione al minimo: in questa circostanza l’integrazione assorbe il supplemento derivante dal ricalcolo, che quindi non si traduce in un aumento effettivo dell’assegno mensile.

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