Meningite al Cotugno di Napoli: ricoverato un ragazzo di 14 anni, cosa sapere su contagio e prevenzione

22 Luglio 2026

Un nuovo caso di meningite riporta l'attenzione sui sintomi da riconoscere e sulle misure di prevenzione disponibili in Campania. Il ricovero riguarda questa volta un adolescente della provincia di Salerno.

Un ragazzo di 14 anni residente a Eboli, in provincia di Salerno, è ricoverato all’ospedale Cotugno di Napoli dopo la conferma di un caso di meningite. Il minore era stato inizialmente accompagnato al reparto di Malattie Infettive dell’ospedale di Eboli dai genitori, allarmati da forte mal di testa, rigidità alla nuca e febbre alta — sintomi classici della patologia.

Trasferito al Cotugno domenica scorsa per l’aggravarsi del quadro clinico, la diagnosi è stata poi confermata dalle analisi colturali di laboratorio, secondo quanto riportato da Il Mattino. Al momento le condizioni del ragazzo risultano migliorate, ma resta ricoverato sotto osservazione.

La meningite è un’infiammazione delle membrane che rivestono cervello e midollo spinale, causata generalmente da virus, batteri o, più raramente, funghi. La forma virale, detta anche asettica, è la più diffusa e nella maggior parte dei casi si risolve spontaneamente in una decina di giorni senza conseguenze. Diverso il discorso per le forme batteriche, meno frequenti ma potenzialmente più gravi: la meningite da meningococco, in particolare, può avere in una minoranza di casi un decorso rapido e acuto, motivo per cui ogni sospetto richiede accertamenti immediati.

Come avviene il contagio da Meningite: prevenzione e info utili

Il contagio avviene per via respiratoria, attraverso le goccioline di saliva o le secrezioni nasali disperse con tosse, starnuti o semplicemente parlando. Perché l’infezione si trasmetta, però, serve un contatto stretto e prolungato con la persona infetta, oppure la permanenza in ambienti molto affollati e chiusi per diverse ore — una distinzione che il Ministero della Salute sottolinea per evitare allarmismi ingiustificati: la contagiosità del batterio è bassa, e i cosiddetti “portatori sani”, che ospitano il microrganismo senza sviluppare la malattia, restano comunque la principale fonte di trasmissione nella popolazione.

Come avviene il contagio da Meningite: prevenzione e info utili-campaniatalk.it

Proprio per questo motivo, quando viene confermato un caso di meningite batterica, le ASL competenti attivano un protocollo standard che prevede l’individuazione dei contatti stretti — familiari conviventi, compagni di classe, eventuali operatori sanitari esposti — sottoposti a una profilassi antibiotica preventiva (solitamente rifampicina, ciprofloxacina o ceftriaxone) da avviare entro 24-48 ore dall’ultimo contatto con il paziente. La procedura, di routine in questi casi, serve a scongiurare l’insorgenza di casi secondari, che restano comunque statisticamente rari.

Sul fronte della prevenzione, la Regione Campania offre gratuitamente il vaccino contro il meningococco B ai nuovi nati e agli adolescenti che compiono 12 anni, oltre alla vaccinazione contro altri sierogruppi (A, C, W, Y) prevista nel calendario vaccinale regionale per le fasce d’età a rischio. In Italia, secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, i casi di malattia invasiva da meningococco si attestano su alcune centinaia l’anno, causati nella grande maggioranza dai sierogruppi B e C; non si tratta quindi di un fenomeno epidemico, ma di un rischio che resta concentrato soprattutto nella fascia d’età pediatrica e tra adolescenti e giovani adulti, complice anche la minore copertura vaccinale storicamente registrata in questa fascia rispetto ai nuovi nati.

Gli esperti raccomandano di prestare attenzione, nei giorni successivi a un contatto stretto con un caso accertato, alla comparsa di febbre alta, mal di testa persistente o rigidità nucale, sintomi che richiedono una valutazione medica tempestiva. Al di fuori di queste situazioni specifiche, la vaccinazione resta indicata secondo le fasce d’età e le categorie a rischio individuate dal calendario vaccinale, senza necessità di ricorrervi in maniera generalizzata nella popolazione adulta sana.

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