Due turisti sono stati morsi da pesci nel giro di pochi giorni sulle spiagge del Cilento, con episodi registrati a Palinuro e a Pioppi. In entrambi i casi i bagnanti hanno riportato ferite ai piedi con una perdita di sangue tale da richiedere l’intervento del personale sanitario, alimentando curiosità e una certa preoccupazione tra i frequentatori del litorale, secondo quanto riportato da Il Mattino.
Gli esperti, tuttavia, invitano alla calma: si tratterebbe di episodi sporadici, senza elementi che facciano pensare a un pericolo diffuso per i bagnanti o a fenomeni anomali lungo la costa cilentana.
Turisti morsi in mare: i pesci coinvolti
Il fenomeno dei morsi ai bagnanti, del resto, non è affatto nuovo lungo le coste italiane, ma va distinto in due categorie molto diverse tra loro. La più comune, e del tutto innocua, riguarda il mordicchiamento leggero di piedi e caviglie da parte di piccoli pesci giovani appartenenti alla famiglia degli sparidi — salpe, saraghi, boghe — che scambiano l’immobilità delle gambe in acqua bassa per un’occasione di nutrirsi delle cellule di pelle morta, un comportamento che alcuni pesci “prendono in prestito” da specie specializzate in questo tipo di pulizia, simile a quanto avviene nelle pedicure orientali con i pesci Garra Rufa.

Diverso, e più raro, è il caso dei morsi che provocano ferite vere e proprie con perdita di sangue, come quelli riportati a Palinuro e Pioppi. Negli ultimi mesi l’attenzione degli esperti si è concentrata su due possibili responsabili di questo tipo di episodi. Il primo è il sarago maggiore (Diplodus sargus), individuato da uno studio dell’Università del Salento, coordinato dal ricercatore Luigi Musco, come autore di morsi anche seri quando l’esemplare ha raggiunto l’età adulta — un comportamento comunque definito raro dagli stessi autori della ricerca, che invitano a non creare allarmismi.
Il secondo sospettato è il pesce balestra (Balistes capriscus), specie dotata di mascelle particolarmente potenti, adattate in natura a rompere i gusci dei ricci di mare e dei molluschi di cui si nutre. Non è una specie aggressiva verso l’uomo, ma può mordere per difendere il proprio territorio, soprattutto durante il periodo riproduttivo: se un bagnante o un subacqueo si avvicina troppo alla zona che l’esemplare sta proteggendo, l’animale può interpretare la presenza come una minaccia e reagire di conseguenza, arrivando in alcuni casi a seguire l’intruso anche in risalita verso la superficie.
Proprio le segnalazioni di morsi da pesce balestra sono aumentate negli ultimi giorni in diverse zone della Campania, un dato che rende plausibile un suo coinvolgimento anche negli episodi del Cilento, sebbene senza una conferma certa sulla specie esatta responsabile in questo caso specifico.
In caso di morso, gli esperti raccomandano di uscire subito dall’acqua e lavare accuratamente la ferita con acqua pulita, per poi rivolgersi al personale sanitario se il sanguinamento risulta abbondante o se compaiono segni di infezione nelle ore successive. Chi si accorge di un pesce che segue insistentemente le proprie gambe, in particolare in prossimità di formazioni rocciose dove è più probabile incontrare esemplari territoriali come il pesce balestra, farebbe bene ad allontanarsi lateralmente dalla zona, uscendo dalla porzione di colonna d’acqua che l’animale considera propria, piuttosto che risalire in verticale rimanendo sopra la sua area di controllo.
Resta comunque alta l’attenzione sulle spiagge interessate dai due episodi, con la raccomandazione di evitare di entrare in acqua in presenza di ferite già sanguinanti — che potrebbero attirare l’attenzione di alcune specie — e di segnalare eventuali nuovi episodi alle autorità competenti.