La giunta comunale di Napoli ha approvato le nuove tariffe della tassa sui rifiuti confermando, per il quarto anno consecutivo, lo stesso livello senza alcun rincaro per cittadini e attività economiche. Una scelta resa possibile non da un intervento straordinario sul bilancio, ma da un dato in costante crescita: sempre più napoletani e imprese stanno pagando regolarmente la Tari, ampliando la platea dei contribuenti su cui viene distribuito il costo del servizio.
Il mancato aumento, spiegano dal Comune, è il risultato diretto di un miglioramento nella riscossione. Negli ultimi mesi è cresciuto in modo significativo il numero di famiglie e attività regolarmente registrate, con un conseguente incremento dei metri quadrati su cui viene applicata la tariffa: più superficie tassata, a parità di aliquota, si traduce in maggiori entrate per le casse comunali, sufficienti a coprire i costi di raccolta e smaltimento senza dover intervenire sulle tasche dei cittadini già in regola.
Tari 2026 a Napoli: cosa cambia
I numeri diffusi dal Comune danno la misura del fenomeno: sono circa 12mila le nuove famiglie entrate nel sistema di riscossione, che portano il totale delle utenze domestiche a quasi 383mila. Sul fronte delle attività economiche si contano invece circa 4mila nuove utenze non domestiche, per un totale che sfiora le 632mila. Un ampliamento della base contributiva che, secondo l’amministrazione, ha permesso di distribuire il costo del servizio in modo più equo tra chi effettivamente lo utilizza.

Il sindaco Gaetano Manfredi ha definito questo risultato un passo importante, ma non un punto di arrivo: l’obiettivo dichiarato dall’amministrazione è quello di ridurre la Tari nel medio termine, puntando su una gestione dei rifiuti sempre più efficiente e industriale e su un controllo più stringente dei costi di smaltimento. Sulla stessa linea si è espresso l’assessore al Bilancio Pier Paolo Baretta, che ha ricordato come negli anni precedenti il Comune abbia scelto di evitare aumenti della tariffa nonostante la crescita dei costi legati a energia e personale, compensando spesso con risorse proprie di bilancio.
Quest’anno, a differenza del passato, non è stato necessario attingere a queste risorse aggiuntive: è stato l’aumento dei contribuenti regolari a rendere sostenibile la stabilità della tariffa, con un effetto positivo anche sulla solidità complessiva dei conti pubblici comunali. Resta da vedere se il trend di crescita della base contributiva proseguirà con lo stesso ritmo anche nei prossimi anni, condizione necessaria perché l’obiettivo di una riduzione della Tari, più volte richiamato dall’amministrazione, possa concretizzarsi.