La caldera flegrea, che si estende tra Pozzuoli e il settore occidentale di Napoli, è da tempo sotto osservazione per il fenomeno del bradisismo, l’innalzamento e abbassamento del suolo che negli ultimi anni ha prodotto sciami sismici sempre più frequenti. Il livello di allerta è attualmente giallo, il secondo gradino di una scala che comprende anche verde, arancione e rosso. Proprio per questo motivo le autorità hanno predisposto, e più volte aggiornato, un piano di emergenza pensato per gestire un eventuale aggravamento della crisi.
Zona rossa e zona gialla: chi è coinvolto
Il piano nazionale, definito con il decreto del 2016 e più volte rivisto, individua due macro-aree. La zona rossa è quella esposta al rischio di flussi piroclastici e comprende per intero i comuni di Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida e Quarto, parte di Giugliano in Campania e di Marano di Napoli, oltre a diversi quartieri della città di Napoli: Soccavo, Pianura, Bagnoli, Fuorigrotta e porzioni di San Ferdinando, Posillipo, Chiaia, Arenella, Vomero, Chiaiano e Montecalvario.
Vi risiedono complessivamente circa 500.000 persone, di cui oltre 280.000 nel solo Comune di Napoli. La zona gialla, che interessa altri 800.000 abitanti circa, è invece soggetta al rischio di ricaduta di cenere vulcanica: qui l’eventuale allontanamento non è automatico, ma viene deciso in base alla direzione dei venti e all’intensità dell’eruzione in corso.

Chi vive, lavora o si trova per motivi di studio o turismo nell’area flegrea può verificare la propria posizione sulla mappa ufficiale pubblicata dal Dipartimento della Protezione Civile, sul portale rischi.protezionecivile.gov.it, inserendo il proprio indirizzo nella barra di ricerca dedicata alla pianificazione Campi Flegrei. Lo stesso strumento indica se l’abitazione ricade in zona rossa o gialla e rimanda ai piani comunali di protezione civile, disponibili anche sui siti istituzionali dei singoli Comuni, incluso quello di Napoli, alla voce dedicata al rischio vulcanico.
Come funziona l’evacuazione
Il piano nazionale stima un tempo massimo di 72 ore per allontanare l’intera zona rossa dopo la dichiarazione dello stato di allarme. Il Comune di Napoli ha però approvato un proprio piano di allontanamento più dettagliato, che suddivide il territorio comunale coinvolto in oltre mille sezioni censuarie, ciascuna con un tempo di evacuazione stimato tra una e tre ore, per un totale complessivo di 48 ore a partire dalla tredicesima ora successiva alla dichiarazione di emergenza.
L’allontanamento può avvenire in due modalità. Con l’allontanamento autonomo, chi possiede un veicolo raggiunge con mezzi propri un gate di uscita prestabilito, seguendo percorsi e orari indicati dal piano comunale per evitare ingorghi. Con l’allontanamento assistito, i cittadini si dirigono a piedi verso le aree di attesa più vicine, individuate quartiere per quartiere, da cui pullman regionali li trasportano verso le aree di incontro esterne alla zona rossa.
Da lì, chi ha scelto il trasporto assistito viene indirizzato verso una delle diciassette Regioni e Province autonome gemellate con il proprio Comune di residenza, dove troverà sistemazione in strutture pubbliche, alberghi, palestre o abitazioni messe a disposizione.
Come arriva l’allarme
In caso di passaggio allo stato di allarme, la popolazione della Campania riceve una notifica tramite il sistema IT-alert, il servizio nazionale di allerta pubblica che invia messaggi diretti sui telefoni cellulari presenti sul territorio interessato. Le indicazioni operative arrivano anche attraverso i canali istituzionali di Comune, Regione e Prefettura, oltre ai media locali, e restano comunque disponibili in anticipo sui siti di protezione civile, così da permettere a residenti e city user di conoscere già oggi il percorso e l’area di attesa assegnata al proprio quartiere.
Al momento il livello di allerta resta giallo e non comporta alcun obbligo di allontanamento. Le indicazioni della Protezione Civile invitano comunque chi vive nell’area a informarsi in anticipo: individuare la propria area di attesa, verificare i percorsi pedonali indicati dal piano comunale, tenere a portata di mano documenti e farmaci essenziali e seguire i canali ufficiali per eventuali aggiornamenti, evitando di affidarsi a notizie non verificate che in passato hanno generato allarmismi ingiustificati.
Le fonti di riferimento restano il portale del Dipartimento della Protezione Civile, il sito della Regione Campania nella sezione dedicata ai Campi Flegrei, il portale Io Non Rischio (iononrischio.protezionecivile.it), che raccoglie schede pratiche sul comportamento da tenere, e le pagine di protezione civile dei singoli Comuni della zona rossa, dove sono pubblicati i piani di allontanamento con il dettaglio delle aree di attesa quartiere per quartiere. Aggiornamenti puntuali sull’attività sismica arrivano anche dall’Osservatorio Vesuviano dell’Ingv, che pubblica bollettini periodici sull’andamento del bradisismo.
Il piano resta comunque uno strumento in evoluzione: enti locali e Dipartimento della Protezione Civile continuano ad aggiornarlo sulla base delle esercitazioni condotte negli ultimi anni e dei riscontri raccolti sul territorio, con l’obiettivo dichiarato di rendere sempre più rapida e ordinata un’eventuale evacuazione su larga scala.