Un incendio divampato nel pomeriggio del 9 agosto ha interessato l’area del centro di raccolta dei rifiuti urbani in località Vasca al Pianillo, a San Giuseppe Vesuviano. Le fiamme hanno coinvolto principalmente sterpaglie e alcuni cassoni di plastica utilizzati per la raccolta differenziata, e sono state domate in circa due ore grazie all’intervento dei Vigili del Fuoco.
Nelle ore successive è entrato in azione anche il dipartimento di Napoli dell’Arpac, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Campania, che ha effettuato due distinti sopralluoghi nell’area interessata dal rogo: il primo nella serata dello stesso 9 agosto, il secondo nella mattinata del 10. Durante il primo controllo l’incendio risultava già spento, sebbene fossero ancora visibili alcune fumarole residue; al secondo sopralluogo anche questi ultimi segnali di combustione erano completamente scomparsi.
Maxi incedio a San Giuseppe Vesuviano: monitoraggio dell’aria attivato
Per valutare gli effetti del rogo sulla qualità dell’aria, i tecnici hanno installato nei pressi del sito un campionatore ad alto flusso, uno strumento in grado di rilevare la presenza in atmosfera di microinquinanti potenzialmente generati dalla combustione di plastica e rifiuti. L’attenzione è rivolta in particolare a diossine, furani e policlorobifenili (PCB), sostanze che possono svilupparsi quando materiali plastici bruciano in condizioni non controllate. I risultati delle analisi di laboratorio saranno pubblicati nei prossimi giorni sul portale ufficiale dell’agenzia, arpacampania.it.

Sulla vicenda è intervenuta anche Claudia Pecoraro, assessora all’Ambiente della Regione Campania, che ha confermato l’attivazione tempestiva del monitoraggio e ha sottolineato come sia prioritario, in queste ore, portare avanti tutti gli accertamenti necessari per verificare le eventuali ricadute del rogo sulla qualità dell’aria e sull’ambiente circostante. L’assessora ha inoltre ringraziato Arpac, Vigili del Fuoco e le altre strutture coinvolte nella gestione dell’emergenza, invitando ad attendere gli esiti tecnici prima di trarre conclusioni definitive.
Non è la prima volta che l’area di Vasca al Pianillo finisce sotto osservazione per episodi di questo tipo. Un incendio simile, divampato lo scorso 31 luglio nello stesso sito, aveva portato all’attivazione di un laboratorio mobile per il monitoraggio in continuo di una serie di inquinanti, tra cui particolato PM10 e PM2.5, monossido di carbonio, biossido di azoto, benzene e biossido di zolfo. In quell’occasione le concentrazioni di diossine rilevate erano risultate inferiori ai valori di riferimento utilizzati dalla comunità scientifica internazionale, pur con alcuni superamenti registrati sul fronte del particolato.
Resta ora da capire se il nuovo episodio confermerà un quadro altrettanto rassicurante o se le analisi in corso restituiranno indicazioni diverse, in un territorio che negli ultimi anni ha dovuto fare i conti più volte con roghi legati alla gestione dei rifiuti.