Un’insurrezione popolare nata dal basso, mossa dal coraggio e dal rifiuto di ogni forma di sopraffazione. A ottantatré anni dalle Quattro Giornate di Napoli, la Campania torna a celebrare uno dei momenti più emblematici della Resistenza e della storia del Paese, quando la città riuscì a liberarsi autonomamente dall’occupazione nazifascista prima dell’arrivo delle truppe alleate. A sottolineare il valore civile e politico di quell’impresa è il Presidente della Regione Campania, Roberto Fico, che ha richiamato l’attenzione sull’eredità morale lasciata da chi, nel settembre del 1943, scese in strada per difendere la propria dignità.
Il messaggio delle Istituzioni: «Un richiamo costante alla solidarietà»
In un passaggio del suo intervento, il Governatore ha ricordato come la spinta ideale di quelle giornate rappresenti un patrimonio vivo e non un semplice esercizio di retorica: «Ottantatré anni fa il popolo di Napoli si rendeva protagonista di uno dei più coraggiosi atti di riscatto della nostra storia. Con un’insurrezione spontanea e popolare, uomini, donne, anziani e giovanissimi unirono le proprie forze per respingere l’oppressione nazifascista, restituendo alla città la sua dignità e la sua libertà. La straordinaria spinta ideale delle Quattro Giornate di Napoli vive ancora oggi: è un richiamo costante alla solidarietà, al senso di comunità e al rifiuto di ogni forma di sopraffazione.»
Custodire la memoria per tutelare i diritti del presente
Il ricordo delle Quattro Giornate si trasforma così in una precisa direttiva per il presente. La difesa della memoria collettiva, ha evidenziato Fico, costituisce un dovere che ingaggia direttamente le istituzioni e l’intera società civile per la tutela delle conquiste democratiche. «Custodire questa memoria è una precisa responsabilità istituzionale e di tutte le componenti della società. Il sacrificio di chi combatté allora ci affida il compito di coltivare quei valori, traducendoli ogni giorno in un impegno concreto per la democrazia, la giustizia sociale e la tutela di libertà e di diritti.» Un monito che riafferma il ruolo di Napoli come capitale di resistenza e libertà, la cui identità continua a fondarsi sul valore della comunità e sul rifiuto di qualsiasi ingiustizia.