Bonus da poter richiedere

5 bonus che (quasi) nessuno conosce da richiedere subito, anche in Campania

30 Settembre 2026

Dalle detrazioni per i giovani inquilini al taglio Tari, fino al contributo per le spese veterinarie in Campania: la guida ai contributi attivi che in pochi richiedono.

Spesso il fitto panorama dei contributi pubblici rischia di disorientare i cittadini. Il risultato è un vero e proprio paradosso: diverse agevolazioni economiche restano sconosciute ai più e vengono richieste pochissimo. Un fenomeno legato in parte a una comunicazione istituzionale frammentaria, che finisce per penalizzare anche quei benefici erogati in maniera automatica. Nel corso del 2026 restano operativi diversi incentivi che continuano a passare sotto traccia. Di seguito la panoramica sui cinque interventi meno diffusi, con il quadro completo dei requisiti per accedervi.

1. Il sostegno per le locazioni degli under 31

Per i giovani fino a 31 anni non compiuti (con un’età minima di 20 anni) che stipulano un contratto d’affitto per un immobile distinto dalla residenza familiare, è prevista una detrazione Irpef dedicata. La misura si rivolge a chi presenta un reddito complessivo contenuto entro la soglia dei 15.493,71 euro. Il beneficio fiscale equivale al 20% del canone di locazione annuo, garantendo comunque un importo minimo di 991,60 euro fino a un tetto massimo di 2.000 euro all’anno. L’agevolazione è fruibile per un quadriennio consecutivo, a patto di mantenere i requisiti previsti, e va inserita direttamente nella dichiarazione dei redditi. È indispensabile conservare il contratto registrato, la documentazione dell’avvenuto deposito e le ricevute dei versamenti effettuati.

Parallelamente, per gli studenti universitari fuori sede (iscritti ad atenei distanti ad almeno 100 chilometri dal proprio comune di origine) è accessibile uno sgravio sui canoni d’affitto, valido qualora le strutture residenziali universitarie risultino assenti o insufficienti. L’aiuto riguarda sia gli iscritti alle università statali e private, sia chi frequenta conservatori o istituti dell’alta formazione artistica e musicale riconosciuti dal Ministero.

Bonus casa come richiedere
Tutti i bonus da poter richiedere nel 2026

2. La riduzione sulla tassa dei rifiuti

Tra le misure meno erogate figura anche lo sconto sulla Tassa sui Rifiuti. L’agevolazione spetta ai nuclei familiari con un indicatore Isee inferiore a 9.530 euro (soglia che sale a 20.000 euro in presenza di almeno quattro figli a carico) e consiste in un taglio del 25% sull’importo annuale della Tari. Il contributo ricalca il funzionamento dei bonus sociali previsti per le utenze domestiche di elettricità, gas e acqua. Non occorre inoltrare un’apposita domanda, ma è vincolante trasmettere ogni anno la Dichiarazione Sostitutiva Unica (Dsu) per ottenere il calcolo aggiornato dell’Isee. Il beneficio si concretizza generalmente mediante una riduzione nell’avviso di pagamento emesso dall’ente gestore o, in casi specifici, tramite accredito diretto con strumenti tracciabili.

3. La domotica nell’Ecobonus

All’interno dell’Ecobonus trova spazio anche l’incentivo destinato all’installazione di tecnologie per l’automazione ed il controllo a distanza degli impianti di riscaldamento, climatizzazione e produzione di acqua calda sanitaria. Per l’anno corrente le aliquote di detrazione risultano modulate in base alla destinazione dell’immobile: lo sgravio raggiunge il 50% per le abitazioni principali, mentre si attesta al 36% per le altre proprietà. L’accesso al beneficio è condizionato dal livello di reddito: l’aliquota piena si applica fino a 75.000 euro, subisce un ridimensionamento progressivo tra i 75.000 e i 100.000 euro, fino a fissare un limite massimo di detrazione di circa 8.000 euro sopra i 100.000 euro, con correttivi previsti in base ai figli a carico.

4. Il credito d’imposta per l’acqua potabile

Un’altra misura poco sfruttata è il credito d’imposta del 50% destinato all’acquisto e all’installazione di impianti per il filtraggio, la depurazione, la mineralizzazione, il raffreddamento o l’addizione di anidride carbonica dell’acqua di rete. L’intervento punta a contenere l’impiego di contenitori in plastica monouso e fissa un limite di spesa pari a 1.000 euro per i privati cittadini (sia per la prima che per la seconda casa) e fino a 5.000 euro per le attività d’impresa e i liberi professionisti. Per fruire della misura occorre trasmettere il prospetto delle spese sostenute all’Agenzia delle Entrate ed effettuare i pagamenti tramite metodi tracciabili, conservando le relative fatture elettroniche.

Il contributo per la cura degli animali d’affezione in Campania

Sul fronte del benessere animale, resta attivo il contributo destinato ai cittadini over 65 per la copertura delle spese veterinarie sostenute per i propri animali da compagnia (regolarmente identificati e registrati tramite microchip, detenuti a scopo d’affezione e non commerciale). L’agevolazione è rivolta ai residenti con un’età superiore ai 65 anni e con un valore Isee contenuto entro i 16.215 euro. Trattandosi di un intervento il cui stanziamento e le relative procedure operative sono delegate direttamente alle amministrazioni regionali — compresa la Regione Campania — le modalità d’accesso, le finestre di presentazione delle domande e i rimborsi (generalmente compresi tra i 200 e i 300 euro annui) restano subordinati ai bandi e ai fondi territoriali disponibili. Tale intervento si affianca, senza sostituirla, alla consueta detrazione Irpef del 19% prevista a livello nazionale per le spese veterinarie (con franchigia di 129,11 euro e tetto massimo detraibile fissato a 550 euro).

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