Bonus libri Regione Campania 2026: guida comune per comune, fasce ISEE e scadenze

11 Luglio 2026

Con l'anno scolastico 2025/2026 ancora aperto sul fronte amministrativo, la Regione Campania ha già distribuito ai Comuni le risorse per il bonus libri di testo. Ecco come funziona, cosa cambia da un municipio all'altro e cosa aspettarsi per il prossimo ciclo 2026/2027.

Il bonus libri in Campania nasce da un fondo statale che la Regione ripartisce ogni anno tra i Comuni, secondo un meccanismo che tiene conto del numero di studenti residenti e dell’indice di vulnerabilità sociale e materiale elaborato dall’Istat.

Con il decreto dirigenziale n. 79 del 27 giugno 2025 e la delibera di giunta regionale n. 400, la Regione ha definito il quadro per l’anno scolastico 2025/2026: due fasce ISEE, la prima fino a 10.633 euro, la seconda tra 10.633,01 e 13.300 euro, quest’ultima finanziata solo dopo aver coperto interamente il fabbisogno della fascia più bassa. Sono ammessi gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado, statali o paritarie, indipendentemente dalla regione in cui si trova l’istituto frequentato, purché quella regione non offra già una misura equivalente.

Bonus Libri Campania 2026: come funziona

Per la scuola primaria il discorso è diverso e spesso genera confusione tra i genitori. I libri delle elementari sono già gratuiti per legge in tutta Italia, forniti direttamente dalle scuole tramite fondi ministeriali dedicati alle cosiddette cedole librarie: non serve alcun ISEE, non si presenta domanda al Comune, la fornitura passa attraverso l’istituto stesso. Il bonus regionale di cui parliamo riguarda quindi solo medie e superiori, dove le famiglie devono anticipare la spesa e poi chiedere il rimborso o ricevere un voucher da spendere in libreria.

 

È qui che entra in gioco la variabile comunale, ed è anche il punto più delicato per chi cerca una risposta univoca: la Regione stabilisce i paletti, ma ogni Comune gestisce in autonomia bando, modulistica e scadenze.

Il Comune di Sapri, ad esempio, eroga il beneficio tramite voucher digitale sulla piattaforma CouponsBook, utilizzabile solo presso librerie e cartolibrerie iscritte all’albo comunale dei fornitori, con domanda entro il 7 settembre e utilizzo del buono entro il 28 febbraio successivo. Il Comune di Lacco Ameno, sull’isola d’Ischia, richiede invece che la domanda venga consegnata alla scuola di frequenza entro il 31 agosto, con trasmissione al Comune entro il 7 settembre e liquidazione dei voucher entro metà ottobre.

A Casalbore, in provincia di Avellino, la documentazione va depositata in segreteria scolastica entro il 15 ottobre, con procedura leggermente più lunga. Caserta, per il ciclo 2026/2027, ha invece scelto di allinearsi al cosiddetto modello caivanese, fissando il termine per l’invio telematico delle domande al 30 giugno 2026, quindi con un anticipo netto rispetto a molti altri Comuni della regione.

Differenze tra i vari Comuni

Le differenze non riguardano solo le date. Alcuni Comuni liquidano tramite bonifico diretto sull’IBAN indicato in domanda, altri tramite voucher elettronico spendibile solo da rivenditori convenzionati, altri ancora prevedono tempi di rendicontazione più lunghi quando operano con il sistema del rimborso differito. In tutti i casi resta fermo un principio: l’importo erogato non può superare la spesa effettivamente documentata con fattura o scontrino fiscale accompagnato da nota descrittiva del libraio, e chi presenta un ISEE pari a zero deve dichiarare comunque le fonti di sostentamento del nucleo familiare, pena l’esclusione dal beneficio.

Per il ciclo 2026/2027 si aggiunge una novità che riguarda in particolare le famiglie con figli in scuole paritarie: la legge di Bilancio 2026 ha introdotto un fondo nazionale distinto, con soglia ISEE innalzata fino a 30.000 euro e contributo massimo di 1.500 euro per studente, destinato però solo agli iscritti alle paritarie di primaria, secondaria di primo grado e primo biennio delle superiori. È una misura diversa dal bonus libri regionale appena descritto, gestita comunque tramite bando comunale o piattaforma ministeriale, e non ancora attivabile in attesa dell’avviso pubblico definitivo.

Chi vuole sapere con certezza scadenze e modalità del proprio Comune deve necessariamente consultare l’ufficio scuola o i servizi sociali del municipio di residenza, oppure la segreteria dell’istituto frequentato dal figlio: non esiste, a oggi, un portale unico regionale che aggreghi tutti i bandi comunali in tempo reale, e le variazioni da un territorio all’altro — anche tra Comuni confinanti — restano la regola più che l’eccezione.

Condividi:

 

Lascia un commento