Reddito di dignità in Campania: 500 euro al mese per 1 anno, come funziona

13 Luglio 2026

Mentre a livello nazionale il dibattito sul reddito di cittadinanza resta acceso, la Regione Campania lavora a una propria versione del sussidio, con un iter che si intreccia con le prossime scadenze elettorali.

A guidare l’iniziativa è il presidente della Regione Campania Roberto Fico, ex esponente di punta del Movimento 5 Stelle, che già in campagna elettorale aveva promesso di introdurre una misura regionale di sostegno al reddito battezzata Reddito di dignità. L’identikit del sussidio riporta dritto al Reddito di Cittadinanza introdotto a livello nazionale nel 2019 dallo stesso Movimento, con una differenza non secondaria: includerebbe anche i cosiddetti “occupabili”, cioè persone in età lavorativa senza vincoli familiari o di salute che il vecchio RdC nazionale, nella sua ultima fase, aveva progressivamente escluso.

Dalle informazioni raccolte da fonti regionali, la giunta Fico avrebbe già pronto un testo di legge, seguito in prima persona dal governatore, che coinvolgerebbe in sinergia le politiche sociali e quelle del lavoro. L’importo di cui si parla è di circa 500 euro al mese, la stessa cifra su cui erano tarate diverse proposte precedenti circolate in Regione. Il testo dovrebbe passare prima in giunta e poi in Consiglio regionale, anche se sui tempi non c’è ancora nulla di definitivo: una mozione del gruppo M5S parla genericamente di un “termine congruo” per predisporre la proposta.

Reddito di Dignità in Campania: in cosa consiste

Non è la prima volta che in Campania si discute di una misura di questo tipo. Già nel gennaio 2024 la consigliera regionale Maria Muscarà aveva depositato una proposta di legge di iniziativa popolare per la Misura Integrativa Regionale (MIR), fino a 500 euro al mese per le famiglie più povere, nata da una petizione popolare della campagna “Ci vuole un reddito”. La proposta non ha però avuto un seguito legislativo concreto, e resta uno dei precedenti a cui la nuova iniziativa della giunta Fico si affianca.

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Il contesto in cui si inserisce la misura non è casuale. Secondo i dati Eurostat citati anche dalla lista di Fico in campagna elettorale, la Campania è tra i territori dell’Unione europea più esposti al rischio povertà, con una quota che sfiora il 43,5% della popolazione. Un dato che il campo progressista ha usato per giustificare la necessità di uno strumento regionale, in un momento in cui gli strumenti nazionali che hanno sostituito il reddito di cittadinanza, l’assegno di inclusione e il supporto per la formazione e il lavoro, vengono giudicati da più parti insufficienti a coprire la platea di chi ha perso il vecchio sussidio.

Il precedente più citato come modello resta quello della Puglia, dove un Reddito di dignità regionale esiste già dal 2016 ed è stato di recente rifinanziato con fondi europei fino al 2027. Anche la Sardegna ha una misura analoga, il reddito di inclusione sociale, rifinanziata con ulteriori fondi. La Campania, insieme alla Sicilia (dove l’iniziativa porta la firma di Forza Italia), è quindi tra le ultime regioni del Mezzogiorno a muoversi in questa direzione.

Le critiche, però, non mancano. Alcuni osservatori sottolineano come il vero nodo non sia tanto l’erogazione del sussidio quanto l’efficienza delle politiche attive del lavoro che dovrebbero accompagnarlo: viene spesso citato il confronto con la Lombardia, dove il programma GOL avrebbe già portato oltre 290mila persone a un percorso di reinserimento con più della metà che ha trovato un’occupazione stabile, mentre in Campania i concorsi per rafforzare i centri per l’impiego avrebbero accumulato ritardi significativi. È un punto che lo stesso Movimento 5 Stelle riconosce a livello nazionale, quando ammette che la riforma delle politiche attive legata al reddito di cittadinanza non fu mai completata del tutto.

Per il momento la proposta resta in una fase di elaborazione, senza una data certa per l’approdo in Consiglio regionale né per un’eventuale entrata in vigore, un percorso che si intreccia inevitabilmente con gli equilibri della coalizione di centrosinistra e con il calendario delle prossime scadenze politiche.

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