C’è un gesto antico che racconta più di una semplice ricetta: un formaggio appeso lentamente sopra la brace, il profumo del latte che incontra il calore del fuoco e una tradizione contadina che continua a vivere grazie alla passione delle comunità locali.
È il caciocavallo impiccato, una delle specialità più caratteristiche del territorio sannita, il protagonista della 14esima Sagra del Caciocavallo Impiccato, in programma il 1° agosto 2026 a San Marco ai Monti, frazione di Sant’Angelo a Cupolo, in provincia di Benevento.
L’appuntamento, organizzato dalla Parrocchia di San Marco Evangelista, rappresenta ormai un momento atteso dell’estate sannita, capace di richiamare ogni anno visitatori, appassionati di enogastronomia e curiosi desiderosi di scoprire un prodotto che affonda le sue radici nella cultura rurale campana.

Il rito del caciocavallo sospeso sulla brace
Il nome stesso della specialità racconta la sua preparazione. Il caciocavallo viene legato e lasciato “impiccato”, cioè sospeso vicino alla fonte di calore, generalmente una brace viva. Il fuoco non deve aggredire il formaggio, ma accompagnarne lentamente la trasformazione.
Con il calore, la parte esterna inizia a sciogliersi creando una consistenza cremosa e un sapore intenso. Il formaggio viene poi raccolto e servito ancora caldo, spesso accompagnato da pane casereccio, salumi, verdure e prodotti tipici locali. Una preparazione semplice solo in apparenza, perché richiede attenzione, esperienza e conoscenza dei tempi giusti. Troppo calore rischia di rovinare il prodotto, mentre una cottura lenta permette di esaltare tutte le caratteristiche del caciocavallo.
La Sagra del Caciocavallo Impiccato non è soltanto un evento gastronomico. È un’occasione per riscoprire il valore delle tradizioni locali e il legame profondo tra il cibo e la storia delle comunità sannite. San Marco ai Monti, con il suo paesaggio fatto di colline, campagne e piccoli borghi, diventa per una sera un punto di incontro dove la cucina popolare si unisce alla convivialità. Qui il cibo torna ad avere anche una funzione sociale: riunire le persone, creare momenti di condivisione e tramandare conoscenze che rischiano di perdersi.
Il sapore della memoria contadina
Il caciocavallo appartiene alla grande famiglia dei formaggi del Mezzogiorno ed è legato alla tradizione pastorale dell’Appennino. La sua particolare forma allungata nasce proprio dalla necessità di conservarlo e trasportarlo facilmente, mentre il metodo della stagionatura permette di ottenere un prodotto capace di mantenere a lungo le proprie qualità.
La versione “impiccata” rappresenta una delle interpretazioni più scenografiche e amate: davanti agli occhi dei visitatori il formaggio diventa protagonista di un vero spettacolo culinario, dove il profumo della brace anticipa il momento dell’assaggio.