Campi Flegrei, dopo il terremoto aree a rischio: stop ai bagni sotto costa a Napoli

2 Agosto 2026

Dopo la forte scossa che ha scosso l'area flegrea, l'attenzione si sposta anche sul litorale napoletano, dove i costoni rocciosi hanno mostrato segni di cedimento. Ecco cosa prevedono le ordinanze in vigore lungo la costa.

La scossa di magnitudo 4.7 registrata venerdì sera, la più forte degli ultimi quarant’anni nell’area flegrea, ha lasciato segni evidenti anche lungo il litorale napoletano. Oltre ai crolli e ai danni registrati a Pozzuoli, il sisma ha reso instabili diversi costoni rocciosi che si affacciano sul mare, spingendo l’Autorità di Sistema Portuale a confermare e rafforzare i divieti già in vigore per la balneazione e l’accesso agli specchi d’acqua sottostanti.

Nello specifico, restano interdette, fino a nuova ordinanza, le aree demaniali marittime che si trovano sotto i costoni rocciosi ritenuti a rischio frana, insieme agli specchi acquei adiacenti per una profondità di 50 metri dalla costa. Il provvedimento riguarda l’intero tratto di litorale compreso tra Pietrarsa e La Pietra, a Bagnoli, un’area storicamente soggetta a fenomeni di distacco di materiale roccioso e già oggetto in passato di ordinanze analoghe. L’AdSP precisa che l’entrata in vigore è immediata e che il divieto resterà valido finché non saranno completate le verifiche tecniche sulla stabilità dei costoni.

Stop ai bagni sotto costa a Napoli

La decisione arriva a poche ore da una serie di episodi che hanno reso evidente la fragilità del tratto costiero. Nella zona di Pozzuoli un costone si è staccato travolgendo alcune auto in sosta, mentre in altri punti della città sono caduti calcinacci e blocchi di tufo su veicoli parcheggiati, senza fortunatamente coinvolgere persone. Il molo di Pozzuoli è stato temporaneamente dichiarato inagibile dalla Capitaneria di Porto, con la sospensione dei collegamenti marittimi verso Ischia e Procida, poi gradualmente ripristinati nelle ore successive.

Stop ai bagni sotto costa a Napoli-campaniatalk.it

Il bilancio complessivo della scossa, aggiornato dall’Unità di crisi della Protezione civile, parla di decine di feriti lievi e di alcune decine di famiglie sgomberate in via precauzionale, principalmente per le condizioni statiche di edifici già fragili. Nessuna vittima è stata registrata. L’evento, localizzato dall’Osservatorio Vesuviano dell’Ingv a circa 3 chilometri di profondità tra Pozzuoli e Quarto, si inserisce in uno sciame sismico più ampio, con repliche fino a magnitudo 3.8 nelle ore successive alla scossa principale.

Sul fronte dei trasporti, la circolazione ferroviaria ha subito rallentamenti nel nodo di Napoli, con la linea Cumana interessata da limitazioni nella tratta tra Bagnoli e Torregaveta, gradualmente riattivata con l’avanzare delle verifiche tecniche. Anche il traffico marittimo verso le isole del golfo, fortemente penalizzato nelle prime ore dalla chiusura dello scalo flegreo, è tornato progressivamente alla normalità.

Per chi frequenta il litorale napoletano, in particolare nella zona di Bagnoli, resta quindi valida l’indicazione di evitare la balneazione e la permanenza sotto i costoni interessati dal divieto, in attesa che le verifiche tecniche in corso stabiliscano l’effettiva stabilità delle pareti rocciose. Le autorità comunali, insieme alla Capitaneria di Porto, continueranno nei prossimi giorni a monitorare la fascia costiera, mentre restano confermate anche le altre ordinanze già emesse in passato per le aree del litorale considerate a rischio.

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