Pensioni, il calendario di settembre: data di pagamento e chi riceve il rimborso fiscale

4 Agosto 2026

Ogni mese l'accredito della pensione rappresenta un appuntamento fisso per milioni di italiani, ma non mancano le variabili capaci di incidere sull'importo netto in busta. Tra queste rientra il conguaglio fiscale legato alla dichiarazione dei redditi, che può tradursi in un rimborso oppure in una trattenuta.

Con il pagamento delle pensioni di agosto ormai concluso, l’attenzione si sposta sulla mensilità di settembre, che per la maggior parte dei pensionati non porterà variazioni di rilievo. Fa eccezione la platea di chi è ancora in attesa del conguaglio Irpef derivante dal prospetto dell’ultima dichiarazione dei redditi, un’operazione che l’Inps non è riuscita a completare per tutti già ad agosto.

Il calendario del conguaglio, infatti, dipende strettamente dalla data in cui è stata trasmessa la dichiarazione: chi ha presentato la documentazione con qualche settimana di ritardo vede inevitabilmente slittare i tempi di elaborazione. A complicare il quadro, per una parte dei contribuenti, si è aggiunto anche il problema riscontrato da chi ha utilizzato il modello precompilato per la dichiarazione congiunta con il coniuge, mentre chi ha atteso oltre il 31 maggio per l’invio rischia comunque un rinvio del rimborso o della trattenuta.

Per quanto riguarda la data di pagamento, la pensione di settembre sarà accreditata martedì 1° settembre per tutti i pensionati, sia per chi riceve l’accredito in banca sia per chi ha scelto la posta, compreso il ritiro in contanti. Non sono previsti rinvii, dal momento che il primo giorno bancabile del mese coincide proprio con il primo di settembre.

Chi riceve il conguaglio a settembre

I pensionati che non hanno visto arrivare il conguaglio ad agosto, presumibilmente per aver presentato la dichiarazione dei redditi oltre il termine del 31 maggio, potranno sperare di trovarlo sulla mensilità di settembre. In particolare, potrebbe rientrare in questa finestra chi ha consegnato la documentazione al Caf entro il 20 giugno 2026, con successiva trasmissione all’Agenzia delle Entrate entro il 29 giugno. Anche alcune dichiarazioni presentate entro il 15 luglio, e trasmesse entro il 23 luglio, potrebbero generare un conguaglio distribuito tra settembre e ottobre.

Chi riceve il conguaglio a settembre-Campaniatalk.it

Perché il meccanismo funzioni, è indispensabile che l’invio della dichiarazione sia andato a buon fine, che sia stato utilizzato il modello 730/2026 e che l’Inps risulti indicato come sostituto d’imposta: solo così l’Istituto può riconoscere il rimborso oppure avviare le trattenute direttamente sul cedolino pensionistico. Un’ulteriore variabile riguarda gli importi più consistenti: i rimborsi superiori a 4.000 euro possono infatti subire ritardi aggiuntivi, poiché l’Agenzia delle Entrate effettua controlli preventivi prima di autorizzarne il pagamento.

Crediti, debiti e rateizzazione

Chi risulta a credito riceverà l’intero rimborso Irpef spettante, nei limiti dell’imposta effettivamente versata durante l’anno. Diverso il discorso per chi ha un debito nei confronti del fisco: in questo caso la trattenuta può avvenire in un’unica soluzione oppure a rate, a seconda della scelta indicata in sede di dichiarazione. Il piano di rateizzazione, in ogni caso, deve essere completato entro novembre: più tardi iniziano le trattenute, minore sarà quindi il numero di rate a disposizione del contribuente.

Chi ha optato per il pagamento rateale e riceverà il conguaglio proprio a settembre si troverà addebitate, sulla stessa mensilità, sia la rata di agosto sia quella di settembre, per poi proseguire con un’unica rata al mese fino a novembre. Facciamo un esempio: un pensionato con un debito Irpef di 1.000 euro da suddividere in quattro rate vedrebbe trattenuti a settembre circa 500 euro, corrispondenti alle prime due rate da 250 euro ciascuna, per poi saldare le restanti due sulle mensilità di ottobre e novembre. A questi importi si aggiungono gli interessi dello 0,33% mensile previsti per la rateizzazione, che aumentano di pochi euro la cifra complessiva da restituire all’erario.

Resta comunque centrale, per chi è ancora in attesa di una risposta, verificare la propria posizione tramite i canali Inps, dal momento che le tempistiche indicate rappresentano una stima basata sul calendario ordinario delle trasmissioni e possono comunque variare da caso a caso.

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