Dal 3 agosto 2026 è scattato lo stop a tutti gli incentivi fiscali riservati a stufe a pellet, stufe a legna, caminetti e termocamini. La novità arriva in applicazione della direttiva europea RED III, recepita in Italia con il Decreto Legislativo numero 5 del 9 gennaio 2026 ed entrata formalmente in vigore lo scorso 4 febbraio, ma con l’operatività di alcune disposizioni sugli impianti termici che è scattata solo ora, a distanza di mesi.
Per chi installa questi apparecchi non è più possibile richiedere né la detrazione al 50% riconosciuta dal bonus ristrutturazione o dall’Ecobonus, né eventuali agevolazioni previste da bandi regionali, provinciali o comunali. Una stretta motivata da ragioni ambientali: l’obiettivo dichiarato è limitare la produzione di particolato PM10 e PM2.5 generato dal passaggio dal gas alla biomassa, in un Paese dove diverse aree sono già in regime di infrazione per il superamento dei limiti UE sulle polveri sottili.
Bonus riscaldamento: cosa cambia
Non tutti gli impianti a biomassa restano però esclusi. Chi sostituisce un vecchio apparecchio con uno di ultima generazione può ancora accedere alle agevolazioni, a patto che il nuovo impianto rispetti requisiti piuttosto stringenti: certificazione a cinque stelle secondo il decreto ministeriale 186 del 2017, rendimento termico non inferiore all’87% ed emissioni di particolato sotto 1 mg/Nm3. Non basta però la sola certificazione dell’apparecchio: anche il pellet utilizzato deve essere di qualità massima, certificato ENplus A1, e chi vuole mantenere il diritto all’incentivo dovrà conservare le fatture di acquisto in caso di controlli fiscali futuri.

Diverso il discorso per chi punta su tecnologie considerate più sostenibili. Il bonus riscaldamento resta infatti pienamente attivo per pompe di calore elettriche, sistemi ibridi factory made e sistemi solari termici, che continuano a beneficiare della detrazione al 50% per l’abitazione principale (36% per le seconde case) prevista da bonus ristrutturazione ed Ecobonus, oltre all’accesso preferenziale al Conto Termico 3.0, con rimborsi che in alcuni casi possono arrivare fino al 65% della spesa sostenuta.
Per le famiglie che stavano pianificando la sostituzione dell’impianto di riscaldamento in vista dell’inverno, la novità cambia in modo sostanziale il calcolo di convenienza tra le diverse opzioni disponibili. Chi aveva già messo in preventivo una stufa a pellet tradizionale dovrà valutare se orientarsi verso un modello di ultima generazione con le certificazioni richieste, oppure spostarsi del tutto verso pompe di calore o sistemi ibridi, che restano al momento la scelta più tutelata dal punto di vista degli incentivi fiscali disponibili.