Melannurca, la “Regina delle mele” arriva prima del previsto: cosa sta succedendo nei campi campani

3 Ottobre 2026

La "Regina delle mele" torna protagonista nei campi della Campania. Una nuova stagione si apre per uno dei frutti più identitari del territorio, tra tradizione contadina e mercati internazionali.

È ufficialmente partita in Campania la campagna di raccolta della Melannurca Campana Igp, simbolo dell’eccellenza ortofrutticola regionale e frutto che non ha eguali nel panorama europeo. Quest’anno i produttori hanno dovuto anticipare le operazioni rispetto al calendario abituale, una scelta imposta dalle temperature particolarmente elevate registrate durante i mesi estivi.

A fare il punto sulla stagione è Giuseppe Giaccio, presidente del Consorzio di Tutela Melannurca Campana Igp. Secondo quanto spiegato, la raccolta è cominciata con un anticipo di circa 7-10 giorni, proprio a causa del forte caldo. Le notizie che arrivano dai frutteti, però, sono tutt’altro che preoccupanti. “Nonostante le alte temperature, le notizie dai campi sono estremamente positive”, ha dichiarato Giaccio, sottolineando come il prodotto si presenti con un’ottima pezzatura e una qualità organolettica eccellente.

Melannurca: la Regina della Campania

Anche sul fronte dei numeri il quadro appare rassicurante. I volumi, ha precisato il presidente del Consorzio, restano in linea con quelli delle annate precedenti, garantendo così la consueta presenza della melannurca sia sui mercati nazionali sia su quelli esteri. Un dato non scontato, considerando quanto le ondate di calore abbiano messo sotto pressione diverse colture italiane negli ultimi anni.

Melannurca: la Regina della Campania

L’area di produzione è sorprendentemente ampia. La denominazione abbraccia infatti 137 comuni distribuiti in tutte e cinque le province campane, anche se le concentrazioni maggiori si trovano in zone storicamente legate a questa coltivazione. Parliamo del maddalonese e dell’alto casertano, dell’area giuglianese-flegrea, della valle telesina e della valle caudina, territori dove la melannurca fa parte del paesaggio agricolo da generazioni.

Chi in questi giorni attraversa queste campagne si trova davanti a uno spettacolo particolare. Lunghe distese di mele ancora completamente verdi coprono il terreno, disposte in file ordinate sui cosiddetti “melai”. Ed è proprio qui che inizia la fase più caratteristica della lavorazione, quella che rende questo frutto unico al mondo.

La melannurca, infatti, non completa la maturazione sull’albero. Dopo la raccolta ha bisogno di un passaggio fondamentale, l’arrossamento al sole, che avviene a terra su letti di paglia o materiali morbidi. In questa fase i produttori curano e girano a mano le mele una ad una, esponendo progressivamente ogni lato alla luce. È un lavoro lento, che richiede attenzione quotidiana e una manodopera esperta, ma è anche l’unico modo per ottenere quel tipico colore rosso brillante che contraddistingue il frutto.

Il risultato finale è una mela dalla polpa croccante, succosa e fortemente aromatica, con un equilibrio tra dolcezza e acidità che la rende riconoscibile al primo morso. Caratteristiche che spiegano perché la melannurca sia apprezzata non solo come frutto da tavola, ma anche in pasticceria e nella cucina tradizionale campana.

Nelle prossime settimane i campi resteranno punteggiati di rosso e verde, mentre le prime partite arrossate cominceranno a raggiungere i banchi di mercati e fruttivendoli. Per i consumatori, l’appuntamento con la nuova produzione è ormai questione di giorni.

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