ISEE sotto 15, 20, 30 o 40 mila euro? Ecco tutti i bonus che puoi chiedere (anche quelli che nessuno conosce)

4 Ottobre 2026

Il valore scritto in fondo all’attestazione ISEE decide l’accesso a decine di aiuti pubblici, molti dei quali non arrivano in automatico. Ecco cosa spetta fascia per fascia, con le misure più note e quelle che restano spesso inutilizzate.

Non tutti i sostegni legati all’ISEE funzionano allo stesso modo. Alcuni spettano comunque e l’indicatore serve solo a stabilire quanto si riceve, come accade per l’Assegno unico o per il bonus asilo nido. Altri invece hanno un tetto rigido: basta superarlo di un euro per restare esclusi. Conoscere le soglie principali, quindi, è il primo passo per non lasciare soldi sul tavolo.

ISEE: tutti i bonus previsti

L’attestazione ISEE scade il 31 dicembre di ogni anno, a prescindere dal mese in cui è stata rilasciata. Dal 1° gennaio tutte le prestazioni collegate ripartono con l’indicatore da rifare, e chi rimanda rischia di perdere più di quanto immagini. L’esempio più evidente è l’Assegno unico: senza un ISEE valido, da marzo l’INPS paga solo l’importo minimo, e gli arretrati vengono recuperati soltanto se la nuova DSU viene presentata entro il 30 giugno. Dopo quella data il conguaglio parte dal mese di presentazione e il resto va perso.

ISEE: tutti i bonus previsti

Il momento migliore per muoversi sono le prime settimane di gennaio, quando i dati su redditi e patrimoni di due anni prima sono già disponibili e i CAF non sono ancora presi d’assalto. La strada più rapida è la DSU precompilata sul portale INPS, accessibile con SPID, CIE o CNS, che recupera in automatico gran parte delle informazioni dall’Agenzia delle Entrate. Anticipare conta anche per le misure che non richiedono domanda, come la Carta Dedicata a te: i Comuni formano le liste in base agli ISEE presenti in banca dati a una certa data, di solito in estate, e chi non risulta in elenco non viene nemmeno preso in considerazione.

C’è poi uno strumento che in pochi usano, l’ISEE corrente. Si può chiedere quando la situazione economica è peggiorata rispetto ai dati di riferimento, per esempio dopo la perdita del lavoro, la fine di un contratto o un calo del reddito superiore al 25%. Fotografa la condizione attuale anziché quella di due anni prima, vale sei mesi e può far rientrare in fasce da cui l’ISEE ordinario esclude.

Vale la pena rifare i conti anche per chi negli anni scorsi si trovava appena sopra le soglie. Dal 2026, per Assegno unico, bonus nido, bonus nuovi nati, Assegno di inclusione e Supporto per la formazione e il lavoro, la franchigia sulla prima casa è salita a 91.500 euro, che diventano 120.000 nei capoluoghi delle grandi città metropolitane come Napoli, Roma e Milano, e la scala di equivalenza premia di più le famiglie con due o più figli. Queste regole valgono però solo per quelle cinque prestazioni: per tutte le altre l’indicatore continua a essere calcolato con i criteri ordinari.

Come scovare i bonus locali che nessuno pubblicizza

Una parte consistente degli aiuti non arriva dallo Stato ma da Regioni e Comuni, e cambia da territorio a territorio. Contributi per l’affitto e per la morosità incolpevole, riduzioni sulla TARI, cedole e buoni per i libri scolastici, rette agevolate per mense e trasporto scolastico, voucher per centri estivi e attività sportive dei ragazzi: spesso le soglie ISEE sono più generose di quelle nazionali, ma i bandi restano aperti poche settimane e vengono comunicati poco.

Il primo posto dove cercare è il sito del proprio Comune, in particolare l’albo pretorio e la sezione Amministrazione trasparente alla voce sovvenzioni e contributi, dove gli avvisi devono essere pubblicati per legge. Lo stesso vale per i portali delle Regioni, che finanziano molte misure poi gestite dai Comuni. Un passaggio allo sportello dei servizi sociali permette di sapere quali bandi sono in arrivo, mentre CAF e patronati, oltre a calcolare l’ISEE, tengono spesso un elenco aggiornato delle agevolazioni del territorio. Anche l’app IO può tornare utile: un numero crescente di enti la usa per segnalare scadenze e pagamenti, e attivare le notifiche dei servizi del proprio Comune richiede pochi secondi.

ISEE fino a 15.000 euro

È la fascia che apre più porte. La più concreta in questo periodo è la Carta Dedicata a te, il contributo da 500 euro per la spesa alimentare, il carburante e gli abbonamenti al trasporto pubblico. Il decreto attuativo l’ha confermata per il 2026 e per il 2027, con una seconda ricarica da 500 euro prevista dalla primavera successiva. Non si presenta domanda: sono i Comuni a individuare i beneficiari, dando priorità ai nuclei di almeno tre persone e, a parità di condizioni, all’ISEE più basso. Le carte 2026 vengono accreditate a partire da ottobre e il primo acquisto va effettuato entro il 16 dicembre, pena la perdita del beneficio. Restano esclusi i nuclei che già percepiscono Assegno di inclusione o Carta acquisti.

Sotto i 15.000 euro si ottiene anche l’importo più alto del bonus psicologo, fino a 1.500 euro, pari a circa trenta sedute rimborsate a 50 euro l’una. Poco oltre questa soglia, intorno ai 17.468 euro, si colloca invece il limite per ricevere l’Assegno unico nella misura massima, che con la rivalutazione supera i 200 euro mensili per figlio.

ISEE fino a 20.000 euro

Qui entrano in gioco due misure poco conosciute. La prima è l’assegno di maternità erogato dai Comuni, destinato alle madri che al momento della nascita non avevano una copertura previdenziale, come casalinghe o lavoratrici senza contributi sufficienti: la soglia di riferimento si aggira sui 20.382 euro e l’importo complessivo supera i 2.000 euro, divisi in cinque mensilità. La domanda va fatta al proprio Comune entro sei mesi dal parto. La seconda riguarda le famiglie numerose: con almeno quattro figli a carico il bonus sociale su luce, gas e acqua, normalmente riservato agli ISEE sotto i 10.000 euro circa, si estende fino a 20.000 euro.

ISEE fino a 30.000 euro

È la fascia degli studenti universitari. Per l’anno accademico 2026/2027 la soglia nazionale per la borsa di studio regionale è fissata a 28.339,88 euro, con importi pieni per chi si trova grosso modo nella metà inferiore della forbice. La no tax area garantisce l’esonero totale dalle tasse almeno fino a 22.000 euro, ma molti atenei hanno alzato il limite, e fino a 30.000 euro sono comunque previste riduzioni progressive. Attenzione al dettaglio che fa perdere molte domande: serve l’ISEE specifico per il diritto allo studio universitario, non quello ordinario. Tra 15.000 e 30.000 euro il bonus psicologo scende a un massimo di 1.000 euro.

ISEE fino a 40.000 euro

La soglia più alta comprende misure pensate per una platea ampia. Il bonus nuovi nati riconosce 1.000 euro una tantum per ogni figlio nato o adottato, da chiedere all’INPS entro 120 giorni dall’evento e cumulabile con l’Assegno unico. Il bonus asilo nido arriva a 3.000 euro l’anno sotto i 25.000 euro, scende a 2.500 tra 25.000 e 40.000, ma sale a 3.600 euro per i figli nati dal 2024 in poi quando nel nucleo c’è già un altro bambino sotto i dieci anni.

Meno nota è l’agevolazione sul mutuo per la prima casa: gli under 36 con ISEE entro 40.000 euro possono ottenere dal Fondo di garanzia gestito da Consap una copertura statale dell’80% della quota capitale, prorogata fino alla fine del 2027, che consente di finanziare quasi l’intero prezzo dell’immobile senza anticipare il classico 20%. Per le famiglie con quattro o cinque figli sotto i 21 anni il limite sale rispettivamente a 45.000 e 50.000 euro, con garanzie dell’85% e del 90%. Il bonus psicologo, infine, resta accessibile fino a 50.000 euro con un tetto di 500 euro, ma le domande per il 2026 dipendono dalla prossima finestra che l’INPS deve ancora comunicare.

Condividi:

 

Lascia un commento