Aeroporto di Capodichino chiuso: il periodo interessato, le alternative, cosa aspettarsi

10 Luglio 2026

Dopo mesi di incertezza, la data della chiusura dell'aeroporto di Napoli-Capodichino è ormai definita: lo scalo resterà fermo dal 10 al 30 novembre 2026, per un periodo di circa venti giorni.

Non è la prima data comunicata: inizialmente Gesac, la società che gestisce l’aeroporto, aveva previsto uno stop di 42 giorni tra il 19 gennaio e il 1° marzo 2026. È stato l’Enac, l’Ente nazionale per l’aviazione civile, a chiedere una revisione del cronoprogramma, giudicando eccessivo l’impatto sul traffico aereo di una chiusura invernale così lunga. Al termine di un tavolo tecnico tra Enac, Enav e Gesac, la soluzione condivisa ha spostato i lavori a novembre, il mese storicamente con meno passeggeri, riducendo lo stop a meno di trenta giorni.

Il cantiere riguarda un intervento definito radicale sulla pista di decollo e atterraggio: la superficie attuale verrà completamente rimossa e sostituita con materiali più resistenti all’usura e alle condizioni atmosferiche, per un investimento complessivo di circa 20 milioni di euro. Una scelta di calendario non casuale: il 2026 è un anno cruciale per Napoli, che sarà Capitale Europea dello Sport e ospiterà la Louis Vuitton Cup, la regata di selezione che precede l’America’s Cup del 2027, con equipaggi già impegnati in prove e sopralluoghi sul territorio. Un blocco totale dello scalo nei mesi clou di questi eventi avrebbe avuto un impatto ben più pesante rispetto a un novembre più tranquillo sul fronte turistico.

Le alternative allo scalo napoletano

Durante il periodo di chiusura, lo scalo di riferimento sarà l’aeroporto di Salerno Costa d’Amalfi e del Cilento (QSR), a Pontecagnano Faiano, gestito anch’esso da Gesac. Diverse compagnie hanno già confermato lo spostamento delle rotte: Iberia sposterà su Salerno il collegamento giornaliero con Madrid, Vueling il volo per Barcellona (quattro frequenze settimanali), Transavia quello per Amsterdam (tre volte a settimana), Luxair il collegamento con Lussemburgo (due volte a settimana) ed EasyJet il volo per Milano Malpensa, in programma due volte al giorno. Lo scalo salernitano, dal canto suo, si sta attrezzando per assorbire il traffico aggiuntivo: dal 15 luglio 2026 entrerà in funzione anche il secondo terminal.

Le alternative allo scalo napoletano-campaniatalk.it

Per chi deve raggiungere Salerno dal centro di Napoli o viceversa, il collegamento più diretto resta il Salerno Airlink, la navetta gestita da Busitalia Campania tra la stazione ferroviaria di Salerno e l’aeroporto: 26 corse settimanali dalle 6 alle 20, con la prima partenza da Salerno alle 6:00 che arriva in aeroporto alle 6:40 circa. Il biglietto costa 5 euro per i viaggiatori dai 6 anni in su e include un bagaglio fino a 55x40x20 centimetri; ogni bagaglio aggiuntivo costa altri 5 euro.

Chi preferisce evitare del tutto l’aereo per gli spostamenti nazionali può contare sulla stazione di Napoli Centrale, servita dai principali corridoi dell’Alta Velocità verso Milano, Roma, Bologna, Firenze, Torino e Venezia con Frecciarossa e Italo, oltre ai collegamenti via bus a lunga percorrenza di FlixBus e Marino. Per le isole del golfo, Capri, Ischia e Procida, e per i collegamenti con la Sicilia, il porto di Napoli resta pienamente operativo e non risente in alcun modo dello stop aeroportuale. Chi ha già un volo prenotato da o per Capodichino nel mese di novembre dovrebbe comunque contattare la propria compagnia aerea per verificare l’eventuale riprotezione su Salerno o su uno degli scali romani, Fiumicino o Ciampino, di norma senza costi aggiuntivi per il passeggero.

Resta da vedere se, sul modello di quanto già proposto in fase di discussione dalle istituzioni cittadine, verranno attivate anche navette dedicate direttamente da Capodichino verso Salerno e Roma, oltre a un potenziamento dei collegamenti ferroviari negoziato con Trenitalia. Con oltre 12 milioni di passeggeri transitati nel solo 2024, lo stop di venti giorni resta comunque un banco di prova significativo per la mobilità dell’intera area metropolitana.

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