Com’è morto Peppino di Capri: canzoni, vita privata, legame con Napoli

11 Luglio 2026

È morto oggi, 11 luglio 2026, Giuseppe Faiella, in arte Peppino di Capri: due volte vincitore di Sanremo e tra i protagonisti assoluti della canzone napoletana del secondo Novecento.

Se n’è andato oggi uno degli artisti italiani più amati e longevi della musica leggera. Nato a Capri il 27 luglio 1939, avrebbe compiuto 87 anni tra due settimane.

Cresciuto in una famiglia di musicisti — il nonno suonava nella banda di Capri, il padre gestiva un negozio di strumenti e dischi — Peppino si sedette per la prima volta al pianoforte a soli quattro anni, esibendosi per le truppe americane di stanza sull’isola durante la guerra. A sei anni iniziò lo studio classico con un’insegnante tedesca molto severa, che lo cacciò quando scoprì che il ragazzo si esibiva di nascosto nei night-club di Capri e Ischia insieme all’amico Ettore Falconieri.

Fu proprio quella rottura a spingerlo definitivamente verso il rock and roll d’importazione americana. Nel 1956 arrivò la prima svolta pubblica, con la vittoria nel programma tv “Primo applauso”, seguita nel 1958 dal primo grande successo discografico, “Malatia”, inciso con il gruppo dei Rockers.

Il legame con Napoli e la canzone napoletana

Napoli non fu solo il palcoscenico della sua consacrazione, ma il cuore pulsante della sua identità artistica. Peppino di Capri è considerato dalla critica il primo vero “rivoluzionario” della canzone napoletana: portò il twist e le sonorità rock dentro un repertorio che fino ad allora viveva quasi esclusivamente di tradizione classica e melodica.

La vita di Peppino di Capri – Campaniatalk.it – Screen video Raiplay

Le sue reinterpretazioni di brani storici come “I te vurria vasà” e “Voce ‘e notte” non furono semplici cover, ma vere e proprie operazioni di modernizzazione che avvicinarono la canzone napoletana a un pubblico giovane, altrimenti lontano da quel repertorio. Nel 1970 arrivò il riconoscimento definitivo su questo fronte, con la vittoria al Festival della Canzone Napoletana grazie a “Me chiamme ammore”.

Il rapporto con la città e la sua tradizione musicale restò centrale per tutta la carriera: Napoli lo accolse come figlio d’adozione e Peppino non smise mai di attingere al dialetto e alle sonorità partenopee, anche negli anni dei maggiori successi sanremesi in lingua italiana.

Peppino di Capri resta l’unico cantante italiano ad aver aperto le tappe italiane dei Beatles, nella storica tournée del 1965. Partecipò a quindici edizioni del Festival di Sanremo — un record assoluto nella storia della kermesse — vincendone due: nel 1973 con “Un grande amore e niente più” (anno in cui lanciò anche il suo brano simbolo, “Champagne”) e nel 1976 con “Non lo faccio più”. Nel 1991 rappresentò l’Italia all’Eurovision Song Contest con “Comme è ddoce ‘o mare”, cantata in napoletano.

Come è morto Peppino di Capri

Peppino di Capri si è spento questa mattina nella sua amata Capri, a Villa Castiglione, dopo una lunga malattia di cui non sono stati resi noti i dettagli clinici. Aveva 87 anni, che avrebbe compiuto il prossimo 27 luglio.

Un dettaglio che in molti hanno notato: il cantante è morto proprio mentre, su Rai 1, andavano in onda le repliche della fiction “Capri”, di cui aveva composto sigla e colonna sonora. I funerali si terranno domani pomeriggio nell’ex cattedrale di Santo Stefano, in piazzetta a Capri.

Vita privata e ultimi anni

Dopo il divorzio dalla prima moglie, la modella Roberta Stoppa (da cui ebbe il figlio Igor), Peppino sposò nel 1978 Giuliana Gagliardi, da cui nacquero Edoardo e Dario. Giuliana è scomparsa nel 2019, un lutto che il cantante non superò mai del tutto.

Nel 2018 aveva festeggiato sul palco del Teatro di San Carlo i suoi sessant’anni di carriera. La sua vicenda umana e artistica è stata raccontata anche nel film biografico “Champagne — Peppino di Capri”, andato in onda su Rai 1 nel 2025.

Se ne va un pezzo di storia della musica italiana e napoletana, ma le sue canzoni continuano a essere cantate da almeno tre generazioni.

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