Bagni Regina Giovanna Sorrento panoramica dall'alto

Sorrento, la meravigliosa piscina naturale racchiusa tra le rovine di una villa romana. I Bagni della Regina Giovanna

16 Luglio 2026

Guida ai Bagni della Regina Giovanna a Sorrento: come visitare i resti della spettacolare villa romana del Capo e la sua incredibile laguna naturale.

Immaginiamo di trovarci a bordo di un’imbarcazione romana tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C., in navigazione lungo le acque del Crater, l’antico nome con cui i geografi classici battezzarono il Golfo di Napoli. Lo sguardo del viaggiatore dell’epoca, come ci tramanda con meraviglia lo storico Strabone, sarebbe rimasto rapito da una visione quasi irreale: una distesa ininterrotta di lussuose dimore patrizie, giardini pensili e colture pregiate che annullava i confini tra le città, disegnando un’unica, monumentale facciata marittima da Capo Miseno fino alla Punta Campanella.

In questo palcoscenico di pietra, otium e natura, l’élite della Roma imperiale trovò il proprio rifugio d’elezione. Ed è proprio sulla punta estrema del Capo di Sorrento che sorgeva uno degli esempi più straordinari di questa architettura del prestigio: la grandiosa villa romana nota oggi, nel lessico popolare, come i “Bagni della Regina Giovanna“. Un nome che evoca le leggendarie frequentazioni della sovrana d’Angiò, ma che custodisce nelle sue fondamenta una storia ancora più antica e audace.

Una sfida all’andamento della scogliera: l’architettura della villa

La progettazione di questo complesso residenziale rappresentò un vero e proprio trionfo dell’ingegneria romana sulla natura aspra del territorio. Originariamente, il promontorio si presentava come un’isola separata dalla terraferma da un bacino naturale. Gli architetti dell’epoca decisero di rimodellare completamente questa geografia.

Per vincere le irregolarità della roccia e garantire un orientamento uniforme ai vari ambienti, vennero realizzate imponenti sostruzioni in opera cementizia. Questa gigantesca piattaforma artificiale non solo livellò il promontorio, ma ospitò al suo interno tre imponenti complessi di cisterne, vitali per l’approvvigionamento idrico sia della parte residenziale sia dei fondi agricoli retrostanti.

Al di sopra di questa base monumentale svettava il “quadriportico”, un lussuoso peristilio di ispirazione ellenistica attorno al quale si distribuivano i saloni principali. Da qui, la struttura si articolava verso il basso, assecondando i capricci della scogliera con blocchi di stanze disposti su terrazze digradanti, pensate per catturare la luce e offrire panorami unici sul golfo, Ischia e la costa napoletana.

I tesori sommersi e la meraviglia dell’approdo dal mare

Se il tempo e la forza del mare hanno logorato le strutture più esposte sui lati lunghi della scogliera, il settore settentrionale ha regalato agli archeologi le testimonianze più intime e intatte del lusso imperiale. Qui, protetti dalle correnti, sopravvivono ambienti dalle volte finemente decorate in stucco e pavimenti rivestiti da mosaici geometrici di rara eleganza.

La vera meraviglia del complesso era però il suo spettacolare accesso marittimo. Il bacino interno, protetto da tre scogliere naturali che fungevano da barriera frangiflutti, accoglieva gli ospiti in una piscina d’acqua marina incorniciata da murature in tufo giallo napoletano. Due nicchie monumentali, parzialmente sommerse, creavano un gioco scenografico quasi teatrale per chiunque sbarcasse sulla banchina.

Guida alla visita: come esplorare il sito archeologico

Esplorare i Bagni della Regina Giovanna significa compiere un viaggio a ritroso nel tempo, muovendosi tra terra e mare. Per godere appieno di questo luogo straordinario, ecco i punti chiave da seguire durante la visita.

Il percorso moderno a piedi scende lungo la scogliera e differisce dall’antico tracciato romano via terra. Durante la discesa, prestate attenzione ai frammenti di muratura in opus reticulatum visibili lungo il sentiero: sono i resti delle stanze superiori che un tempo sormontavano l’approdo.

Una volta giunti sul promontorio, l’itinerario si sviluppa sui resti della piattaforma artificiale. Qui si possono osservare le grandi bocche dei cisternoni sotterranei, capolavori di ingegneria idraulica che sostenevano il sovrastante quadriportico colonnato. Da questa terrazza la vista spazia senza ostacoli su tutto il golfo di Sorrento.

Muovendosi verso la parte più riparata del costone nord, si incontrano gli ambienti meglio conservati del complesso residenziale. Guardando con attenzione le pareti e i pavimenti sopravvissuti all’erosione, si possono ancora riconoscere le tracce degli stucchi decorativi sulle volte e i disegni geometrici dei pavimenti a mosaico.

La laguna e l’approdo romano

Scendendo verso lo specchio d’acqua racchiuso dalle rocce, si giunge nel bacino interno. Osservando le pareti sommerse della piscina naturale, si scorgono le maestose opere in tufo giallo e le due nicchie subacquee. Volgendo lo sguardo verso il mare aperto, si notano infine i tre grandi scogli naturali, utilizzati dai romani sia come banchina frangiflutti sia come quinta scenografica per l’arrivo delle imbarcazioni.

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