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Dalla pietra rovente all’oro di Napoli: la vera storia della pizza tra antichi Romani e il trionfo della Margherita

16 Luglio 2026

La vera storia della pizza: dalle antiche focacce romane fino alla nascita della celebre Margherita a Napoli nel 1889.

Amata in ogni continente, la pizza è molto più di una semplice ricetta: è il risultato di secoli di tradizioni, influenze culturali e innovazioni gastronomiche che hanno trasformato un alimento popolare in un’icona della cucina mondiale.

L’abitudine di cuocere impasti schiacciati e arricchirli con ingredienti semplici è molto più antica della pizza moderna. Già le popolazioni dell’Italia preromana preparavano focacce cotte sulla pietra, mentre nell’antica Grecia erano diffuse specialità simili, condite con olio d’oliva, erbe aromatiche e formaggi.

Anche i Romani consumavano pane piatto cotto direttamente sul fuoco o sulle pietre roventi. Secondo alcune teorie etimologiche, il termine “pizza” potrebbe derivare da pinsa, parola latina collegata al verbo pinsere, ovvero “schiacciare” o “pestare”, un chiaro riferimento al metodo di lavorazione dell’impasto.

Sebbene queste preparazioni non fossero ancora la pizza che conosciamo oggi, rappresentano le basi di una tradizione destinata a evolversi nel corso dei secoli.

Napoli, la città dove nasce un capolavoro

È nel cuore di Napoli, tra il XVIII e il XIX secolo, che prende forma la vera pizza napoletana. All’epoca la città era una delle metropoli più popolose d’Europa e una larga parte della popolazione cercava alimenti nutrienti, economici e veloci da consumare.

La pizza rispondeva perfettamente a queste esigenze. Preparata con pochi ingredienti facilmente reperibili e cotta rapidamente nei tradizionali forni a legna, veniva venduta lungo le strade cittadine, diventando uno dei cibi più apprezzati dal popolo.

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Napoli, la città dove nasce un capolavoro

Il suo successo fu favorito anche dall’arrivo del pomodoro. Importato dalle Americhe nel XVI secolo, inizialmente venne accolto con diffidenza e considerato soltanto una pianta ornamentale. Fu proprio a Napoli che questo ingrediente iniziò a essere utilizzato in cucina, rivoluzionando definitivamente il volto della pizza.

Uno degli episodi più celebri della storia della gastronomia italiana risale al 1889. In occasione della visita della regina Margherita di Savoia e del re Umberto I a Napoli, il pizzaiolo Raffaele Esposito preparò diverse varianti della sua specialità.

Tra tutte, la sovrana apprezzò particolarmente quella realizzata con pomodoro, mozzarella e basilico, ingredienti che richiamavano i colori della bandiera italiana. Da quel momento quella preparazione venne identificata con il nome di “Pizza Margherita”, destinata a diventare la ricetta simbolo della tradizione napoletana e una delle pizze più conosciute al mondo.

Con il passare degli anni, la pizza napoletana è diventata patrimonio della cultura gastronomica italiana. La sua preparazione segue ancora oggi regole precise, riconosciute anche a livello europeo attraverso la certificazione STG (Specialità Tradizionale Garantita).

L’impasto viene lavorato con tecniche tradizionali, lasciato maturare per il tempo necessario e cotto esclusivamente in forno a legna ad altissime temperature. Il risultato è una pizza dal cornicione soffice e ben sviluppato, con un centro sottile, morbido e perfettamente equilibrato nei sapori.

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