Con la piena operatività del Decreto Omologazioni, in vigore dal 12 luglio, la geografia degli autovelox nell’area metropolitana di Napoli è cambiata radicalmente. Gli apparecchi non conformi ai nuovi standard ministeriali sono stati spenti o sospesi, in linea con quanto accaduto nel resto d’Italia, dove i dispositivi fermati sono circa 850 su un totale di poco più di tremila.
La Prefettura, intanto, sta completando la mappatura dei tratti stradali idonei a ospitare i nuovi sistemi di rilevamento, con istruttorie ancora in corso per territori come Pozzuoli e Ischia e già concluse in altri comuni.
Autovelox non omologati: come verificare la multa
Il territorio partenopeo, del resto, aveva anticipato i tempi. Già dal 3 marzo 2026 il prefetto Michele di Bari aveva sospeso i decreti che autorizzavano 67 dispositivi fissi tra autovelox, sistemi di velocità media e telelaser nell’intera area metropolitana, primo provvedimento del genere nel Paese.

Una scelta maturata dopo la valanga di ricorsi vinti dagli automobilisti e fondata sull’orientamento ormai consolidato della Cassazione: dal 2024 i giudici ribadiscono che l’approvazione ministeriale di un apparecchio non basta, perché omologazione e taratura sono condizioni necessarie per la validità dell’accertamento. Nel capoluogo, peraltro, di autovelox fissi non ce ne sono mai stati: restano operativi solo i dispositivi mobili con contestazione immediata.
Come leggere il verbale
È qui che la vicenda tocca direttamente il portafoglio dei cittadini. Chi ha ricevuto un verbale da una postazione automatica ha concrete possibilità che la sanzione sia annullabile, ma serve una verifica puntuale. Il primo passo è leggere il verbale: la legge impone di indicare il modello del dispositivo e gli estremi del provvedimento ministeriale.
Se il documento cita soltanto un decreto di approvazione e non di omologazione, si rientra nel caso censurato dalla Cassazione. Un secondo controllo si può fare sul censimento nazionale pubblicato dal Ministero delle Infrastrutture: gli apparecchi assenti dalla piattaforma non potevano essere legittimamente utilizzati. In caso di dubbio, l’accesso agli atti presso il Comune consente di ottenere i certificati di omologazione e di taratura annuale.
Sul fronte dei rimedi, i termini restano quelli ordinari: ricorso al Giudice di Pace entro 30 giorni dalla notifica oppure al Prefetto entro 60. Un dettaglio spesso sottovalutato: il pagamento, anche in misura ridotta, chiude definitivamente la partita e preclude ogni contestazione successiva. Per le multe già pagate, invece, i margini di recupero sono molto stretti e ogni situazione va valutata singolarmente, se necessario con un legale.
La partita, in ogni caso, non è finita. La Prefettura ha aggiornato l’elenco delle arterie su cui sarà consentita l’installazione dei nuovi apparecchi omologati e il prefetto ha chiarito che i controlli dovranno rispondere “a una reale esigenza di prevenzione”, sulla base dei dati di incidentalità. I dispositivi di nuova generazione torneranno quindi sulle strade di Napoli e provincia nei prossimi mesi, con una copertura più mirata rispetto al passato: la finestra attuale, per gli automobilisti, è destinata a chiudersi.