Dal 1° gennaio 2026 è operativo il bonus Tari, lo sconto del 25% sulla tassa rifiuti (o sulla tariffa corrispettiva, dove prevista) riservato ai nuclei familiari in condizioni di disagio economico. La misura era stata introdotta a livello normativo già nel 2019, con il decreto legge 124 convertito nella legge 157 dello stesso anno, ma è diventata concretamente operativa solo grazie al Dpcm 21 gennaio 2025 n. 24 e alla successiva delibera Arera n. 355/2025/R/rif. Il bonus si inserisce nel sistema dei bonus sociali già attivi per le bollette di luce, gas e acqua, e secondo le stime dovrebbe raggiungere circa 4 milioni di famiglie in tutta Italia.
Cos’è il bonus Tari 2026
Per chi vive in Campania e ritiene di rientrare nei requisiti, il primo passo resta verificare che l’Isee sia aggiornato e corrispondente all’attuale situazione del nucleo familiare, aggiornando la Dsu presso l’Inps in caso di variazioni. È inoltre utile monitorare con attenzione le comunicazioni del proprio Comune relative alle scadenze e alle rate della Tari, dato che – come dimostra il caso di Napoli – i tempi di applicazione del bonus possono variare sensibilmente da un territorio all’altro.

Chi non dovesse vedere lo sconto applicato pur avendo i requisiti può infine rivolgersi all’ufficio tributi del proprio Comune per chiarire la propria posizione, prima di considerare eventuali richieste di rimborso per importi versati in eccesso.
Chi ha diritto allo sconto
L’accesso al bonus è legato al valore dell’Isee del nucleo familiare. Per i nuclei ordinari, con al massimo tre figli a carico, la soglia è fissata a 9.530 euro, poi aggiornata dall’Arera a 9.796 euro per adeguamento all’inflazione a partire dal 2026. Per le famiglie numerose, con almeno quattro figli fiscalmente a carico, il limite sale invece a 20.000 euro. Il calcolo si basa sull’attestazione Isee 2025, che deve quindi risultare già presentata tramite la Dichiarazione Sostitutiva Unica (Dsu) all’Inps. Chi non ha ancora un Isee aggiornato, o la cui situazione economica è cambiata rispetto all’ultima dichiarazione, dovrebbe provvedere quanto prima per non rischiare di restare escluso dallo sconto.
A differenza di altre agevolazioni, per il bonus Tari non serve presentare alcuna domanda formale al Comune o ai CAF nella maggior parte dei casi. Il meccanismo si basa sullo scambio di dati tra Inps, Arera, Acquirente Unico, Anci-Sgate e i singoli gestori locali del servizio rifiuti: chi possiede i requisiti trova lo sconto già applicato direttamente sul bollettino, senza ulteriori adempimenti. Esistono tuttavia situazioni particolari in cui il riconoscimento automatico non scatta: in questi casi è l’Autorità, tramite Acquirente Unico, a inviare una comunicazione a chi ha presentato la Dsu, con le istruzioni per presentare un’istanza specifica.
Una volta ricevuta la domanda, l’ente competente ha due mesi di tempo per quantificare l’importo dell’agevolazione, che viene poi erogata entro un termine massimo di sei mesi. Il finanziamento della misura passa dalla componente perequativa Ur3, comparsa dal 2025 negli avvisi di pagamento con un importo di 6 euro l’anno a carico di tutti gli utenti Tari, indipendentemente dal diritto al bonus.
La situazione specifica in Campania e a Napoli
Per chi vive in Campania valgono gli stessi requisiti Isee validi su tutto il territorio nazionale, ma nel caso del Comune di Napoli ci sono alcune particolarità da conoscere. Anzitutto, quest’anno il pagamento della Tari ha subito uno slittamento: la giunta comunale ha fissato la prima rata di acconto al 30 settembre 2026, la seconda al 30 ottobre e la terza al 30 novembre, con il termine per il pagamento in un’unica soluzione fissato al 15 ottobre.
Il ritardo è legato proprio ai tempi tecnici necessari per recepire e verificare i dati sui potenziali beneficiari del bonus sociale rifiuti, resi disponibili dall’Anci solo lo scorso 30 aprile. Un secondo aspetto riguarda le tempistiche di riconoscimento: secondo quanto pubblicato dallo stesso Comune di Napoli, per le utenze aventi diritto l’abbattimento del 25% sulla Tari 2026 sarà effettivamente riconosciuto nel corso del 2027, un anno dopo rispetto al pagamento della tassa relativa all’annualità in corso.
Napoli, inoltre, prevede da tempo un’agevolazione aggiuntiva e distinta dal bonus sociale nazionale: uno sconto di 32 euro riservato ai contribuenti che rispettano puntualmente le scadenze di pagamento, una misura che si somma – per chi ne ha diritto – al bonus legato all’Isee. Chi risiede in altri Comuni della regione può comunque verificare l’esistenza di riduzioni analoghe attraverso il portale tributi del proprio ente locale, dato che la normativa lascia ai singoli Comuni la possibilità di mantenere agevolazioni già esistenti, qualora risultino più favorevoli rispetto al bonus sociale nazionale.