Nel cuore di Napoli il segreto barocco che unisce scienza e arte: la Farmacia degli Incurabili

24 Luglio 2026

Nel cuore del centro storico di Napoli si nasconde uno dei gioielli meno conosciuti della città, capace di raccontare cinque secoli di storia della medicina attraverso la bellezza dell'arte barocca.

Nel cuore del centro storico di Napoli, a pochi passi dal decumano superiore, si trova uno dei luoghi più sorprendenti e meno noti della città: la Farmacia storica degli Incurabili, parte del più ampio Complesso Monumentale di Santa Maria del Popolo degli Incurabili. Un ambiente che, dietro un’apparenza discreta, custodisce uno dei capolavori del barocco napoletano e una delle testimonianze più complete sulla storia della medicina in Europa.

La storia del complesso comincia nel 1522, quando la nobildonna catalana Maria Longo, guarita da una grave forma di paralisi dopo un pellegrinaggio al Santuario di Loreto, decise di dedicare la propria vita all’assistenza dei malati più poveri e abbandonati.

Fondò così la Santa Casa degli Incurabili, un ospedale pensato in particolare per curare chi era affetto da sifilide, malattia allora diffusissima e stigmatizzata, per la quale non esistevano altre strutture disposte ad accogliere i pazienti. Maria Longo, che in seguito prese i voti come monaca di clausura, fondò anche l’ordine delle Trentatré, reclutando le prime consorelle tra le donne guarite dalla malattia presso l’ospedale stesso.

La farmacia vera e propria, però, arriva soltanto due secoli più tardi. Fu Domenico Antonio Vaccaro a firmare, nel 1729, il progetto di ampliamento dell’ospedale che avrebbe dato forma alla spezieria così come la vediamo oggi, grazie al lascito di Antonio Magliocca, uno dei reggenti dell’ospedale, di cui è ancora conservato un busto marmoreo realizzato da Matteo Bottiglieri. Il risultato è un ambiente in stile barocco-rococò suddiviso in due sale principali: l’antisala, un tempo utilizzata come laboratorio, e il salone grande, destinato a rappresentanza e punto di ritrovo per l’élite scientifica dell’Illuminismo napoletano.

Perché la Farmacia degli Incurabili è importante da visitare

Ciò che rende la Farmacia degli Incurabili un unicum è la perfetta integrazione tra funzione scientifica ed espressione artistica. Le pareti sono rivestite da una scaffalatura in legno di noce intagliato, opera dell’ebanista Agostino Fucito, che ospita circa 400 vasi in maiolica policroma, realizzati da Lorenzo Salandra e Donato Massa — lo stesso decoratore a cui si deve il celebre chiostro maiolicato di Santa Chiara. I vasi, un tempo quasi 480, raffigurano scene bibliche e allegoriche, e insieme costituiscono una delle collezioni di ceramica farmaceutica meglio conservate d’Italia.

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Il pavimento in riggiole maiolicate, attribuito a Giuseppe Massa, dialoga cromaticamente con le decorazioni dei vasi, mentre sul soffitto della sala di rappresentanza campeggia il dipinto di Pietro Bardellino raffigurante Macaone, il medico della mitologia greca, mentre cura un guerriero ferito.

Annessi alla farmacia si trovano oggi la Quadreria dell’ospedale e il Museo delle Arti Sanitarie, quest’ultimo voluto dal primario chirurgo Gennaro Rispoli negli spazi dell’ex monastero delle Convertite, il nucleo più antico dell’intero complesso. Il museo ripercorre la storia della medicina napoletana dal Seicento fino alla figura di San Giuseppe Moscati, esponendo oltre un centinaio di pezzi tra ferri chirurgici d’epoca, farmacie portatili, strumenti medici, stampe anatomiche e volumi storici, capaci di restituire uno spaccato dettagliato delle pratiche operatorie del passato.

La struttura ha attraversato momenti difficili: danneggiata dal terremoto del 1980, è rimasta chiusa per oltre trent’anni prima di essere restaurata e riaperta al pubblico nel 2012. Da allora la Regione Campania ha avviato un progetto di riqualificazione dell’intero complesso degli Incurabili, riconoscendo il valore non solo storico-artistico ma anche identitario di un luogo che continua a raccontare, meglio di molti musei, l’intreccio profondo tra scienza, fede e bellezza che ha caratterizzato Napoli per secoli.

Oggi la Farmacia si visita generalmente su prenotazione, spesso nell’ambito di percorsi guidati che includono anche la Chiesa di Santa Maria del Popolo e il resto del complesso monumentale: un’occasione per scoprire un angolo di Napoli che raramente compare nelle guide turistiche più battute, ma che racchiude una delle esperienze più dense di storia e meraviglia dell’intero centro storico cittadino.

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