Bonus da 800 euro: al via le domande, chi ne ha diritto e come averlo

30 Luglio 2026

Non serve comprare un'auto nuova per tagliare i consumi e le emissioni: da oggi parte una misura pensata per chi vuole trasformare il proprio veicolo già in circolazione. Ecco come funziona e chi può richiederla.

Da mercoledì 29 luglio, alle ore 12:00, sono ufficialmente aperte le richieste per il bonus retrofit, la misura pensata per incentivare la trasformazione delle auto usate a benzina o diesel in veicoli bifuel a gas. A differenza dei consueti incentivi per l’acquisto di auto nuove, questo provvedimento — attuato tramite un decreto del ministero delle Imprese e del Made in Italy — punta specificamente sui mezzi già in circolazione, in un’ottica di transizione ecologica che non passa necessariamente dalla rottamazione.

Gli importi previsti si differenziano in base al tipo di impianto installato: 400 euro per la conversione a GPL e 800 euro per quella a metano. A finanziare la misura è un fondo complessivo da 4 milioni di euro, che resterà attivo fino al 31 dicembre 2026 salvo esaurimento anticipato delle risorse. Il provvedimento si inserisce nel quadro più ampio del DPCM del 10 giugno 2026, dedicato al sostegno del settore automotive e alla promozione di forme di mobilità più sostenibili.

Bonus da 800 euro: come funziona

Possono accedere al bonus sia le persone fisiche sia quelle giuridiche, con un’unica esclusione esplicita: non vi rientrano le aziende che svolgono attività di commercio di autoveicoli appartenenti alla categoria M1. Per quanto riguarda il veicolo da trasformare, il requisito principale è che sia omologato almeno Euro 3. L’impianto scelto, dal canto suo, deve essere nuovo di fabbrica, dotato di un regolare codice di omologazione secondo la normativa italiana o il Regolamento UN 115, e acquistato, installato e collaudato in una data successiva al 10 giugno 2026.

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Il meccanismo di erogazione è pensato per essere il più possibile trasparente per l’automobilista: non è il proprietario dell’auto a doversi occupare della burocrazia sulla piattaforma ministeriale, ma l’installatore dell’impianto, che prenota il contributo direttamente tramite la piattaforma di Invitalia, garantendo così la disponibilità del fondo prima ancora di iniziare i lavori. Il cliente, di conseguenza, paga già l’importo scontato al momento del saldo in officina. È però necessario che la fattura riporti in modo chiaro sia lo sconto applicato grazie all’incentivo statale, sia il nominativo completo dell’intestatario o cointestatario del veicolo.

Una volta effettuata la prenotazione, l’installatore ha a disposizione un massimo di 120 giorni per completare l’intera procedura di installazione e collaudo. Solo in un secondo momento la documentazione passa al costruttore dell’impianto, che si occupa di recuperare il contributo anticipato sotto forma di credito d’imposta. Un sistema che, di fatto, scarica sugli operatori del settore l’onere del recupero fiscale, garantendo invece all’automobilista un beneficio immediato e senza complicazioni aggiuntive.

Per chi è interessato, restano comunque disponibili sul sito del ministero tutti i dettagli tecnici e normativi della misura, utili soprattutto per capire nel dettaglio le caratteristiche richieste all’impianto prima di rivolgersi a un’officina convenzionata.

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