50 Città più pericolose al mondo, la classifica parla chiaro: Napoli non c’è

31 Luglio 2026

Quando si parla di sicurezza urbana, l'immaginario collettivo tende spesso a puntare il dito contro le grandi città italiane, complice una percezione che raramente trova conferma nei dati internazionali più autorevoli.

Città come Milano, Roma e Napoli non godono certo di una reputazione impeccabile in materia di sicurezza, soprattutto tra chi le vive quotidianamente o le visita da turista. Eppure, quando si guarda alla classifica delle città più pericolose al mondo, nessuna città italiana, e più in generale nessuna città europea, compare tra le posizioni più critiche. A dirlo sono i dati raccolti da Statista, il portale tedesco specializzato nella raccolta di fonti autorevoli su temi economici, politici e sociali, che ogni anno stila una graduatoria basata sul tasso di criminalità generale delle principali aree urbane del pianeta.

L’analisi prende in considerazione un ampio Crime Rate, l’indice di criminalità che include reati come furti, rapine, omicidi e aggressioni, calcolato ogni 100mila abitanti. Ed è proprio da questo indicatore che emerge il dato forse più sorprendente dell’intera classifica: la città più pericolosa al mondo non si trova in America Latina, come si potrebbe immaginare, ma in Sudafrica. Si tratta di Pietermaritzburg, che con un indice di criminalità pari a 82 su 100mila abitanti guida la graduatoria aggiornata al 2025.

Città più pericolose al mondo: cosa dice la classifica

A completare la top ten, subito dietro Pietermaritzburg si posiziona un’altra città sudafricana, Pretoria, con un indice di 81,8, seguita da Caracas, in Venezuela, a quota 81,5. Al quarto posto compare Port Moresby, capitale della Papua Nuova Guinea, con un indice di 81,2, mentre la top five si chiude con Johannesburg, ancora Sudafrica, a 80,8.

Città più pericolose al mondo: cosa dice la classifica-campaniatalk.it

Proseguendo nella classifica troviamo Durban, sempre in territorio sudafricano, con un indice di 80,6, seguita da San Pedro Sula, in Honduras, a 79,7. Chiudono la top ten Port Elizabeth, terza città sudafricana della lista con un indice di 78,1, Memphis, nel Tennessee, unica città statunitense presente con un indice di 77,4, e infine Salvador, in Brasile, con un indice di 76,7.

Il dato più significativo che emerge da questa graduatoria riguarda proprio la predominanza sudafricana: ben cinque delle dieci città con il più alto tasso di criminalità a livello globale si trovano nello stesso Paese, escludendo dal conteggio le nazioni attualmente coinvolte in conflitti armati aperti.

Un dato legato a problemi strutturali profondi che il Sudafrica si trova ad affrontare da anni: livelli estremamente elevati di disuguaglianza sociale, un tasso di criminalità già di per sé elevato e le continue interruzioni di corrente elettrica, i cosiddetti power outages, che danneggiano l’economia locale e spingono un numero crescente di persone verso la disoccupazione e la povertà, terreno fertile per la proliferazione di conflitti e criminalità organizzata.

Accanto al Sudafrica, resta comunque centrale il ruolo del Sud America, protagonista assoluto quando si guarda invece al tasso di omicidi piuttosto che al Crime Rate generale: è ancora l’America Latina, infatti, a dominare le classifiche più specifiche sulla violenza letale, alimentata dal narcotraffico, dal traffico di armi e dalle guerre spietate tra bande criminali che insanguinano da decenni diverse aree del continente.

Per quanto riguarda l’Italia, il dato resta rassicurante: nessuna città della Penisola, nemmeno tra quelle più frequentemente associate a una percezione negativa in fatto di sicurezza, si avvicina ai livelli di criminalità registrati nelle prime posizioni di questa speciale classifica. Un elemento che, seppur non debba far abbassare la guardia sui fenomeni di microcriminalità che comunque interessano le grandi città italiane, ridimensiona di molto la percezione diffusa rispetto ai dati oggettivi raccolti a livello internazionale.

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