La normativa italiana affronta la questione delle targhe estere attraverso l’articolo 93-bis del Codice della Strada, introdotto dalla Legge 238/2021 in sostituzione del vecchio articolo 93. Per chi non risiede in Italia, circolare con un veicolo immatricolato all’estero è pienamente legittimo, senza particolari limiti temporali legati al soggiorno.
Per chi invece ha la residenza in Italia, la regola cambia: un’auto con targa straniera può essere utilizzata solo per un massimo di tre mesi dall’acquisizione della residenza, dopodiché il mezzo va reimmatricolato nel nostro Paese.
Targhepolacche a Napoli: cosa dice la legge
Esiste poi un caso particolare, quello dei veicoli non di proprietà del conducente ma ottenuti tramite noleggio o comodato. Se l’utilizzo supera i trenta giorni annui, anche non consecutivi, il residente è tenuto a iscrivere il mezzo nel Registro Veicoli Esteri (REVE), gestito dal Pubblico Registro Automobilistico. È proprio questo passaggio che, secondo diverse ricostruzioni giornalistiche, viene sfruttato per aggirare l’obbligo di reimmatricolazione: la legge parla esplicitamente di proprietà del veicolo, ma non regola allo stesso modo i contratti di noleggio a lungo termine.

Nell’area metropolitana di Napoli il fenomeno ha assunto dimensioni che vanno oltre la fisiologica presenza di residenti stranieri o pendolari internazionali. Secondo i dati ACI relativi al Registro Veicoli Esteri, nella sola provincia partenopea risultano oltre 14mila immatricolazioni estere, la quasi totalità proveniente dalla Polonia, su un totale nazionale che secondo alcune stime supererebbe le 68mila unità. Il meccanismo individuato dagli inquirenti, ribattezzato dalla stampa polacca “przekręt neapolski”, prevede l’immatricolazione del veicolo in Polonia tramite società o intermediari, mentre l’auto continua di fatto a circolare stabilmente a Napoli e dintorni.
Il movente economico è legato al costo delle polizze RC Auto: nelle province campane i premi assicurativi figurano tra i più alti d’Europa, e immatricolare un veicolo in Polonia consente di accedere a tariffe sensibilmente più basse. Non tutte le targhe estere presenti sul territorio sono però irregolari: leasing internazionali, noleggi regolari e conducenti effettivamente residenti fuori dall’Italia restano casi pienamente legittimi. Le contestazioni riguardano le sole situazioni in cui l’immatricolazione estera viene utilizzata in modo fittizio, senza i requisiti previsti dalla normativa.
Il nodo più delicato riguarda proprio la copertura assicurativa. Secondo i dati diffusi dal PBUK, l’associazione degli assicuratori polacchi, gli incidenti causati in Italia da veicoli con targa PL privi di un’assicurazione effettivamente valida sarebbero passati da 514 nel 2024 a circa 1.300 nel 2025, con un impatto crescente sui risarcimenti gestiti dal sistema assicurativo polacco.
È questo aumento ad aver spinto il governo di Varsavia a preparare una stretta sulle immatricolazioni e sui contratti di noleggio utilizzati per aggirare i controlli, mentre in Italia una riforma del Codice della Strada, inserita nel pacchetto del governo Meloni, punta a introdurre l’obbligo di reimmatricolazione dopo un periodo di permanenza definito, con il dettaglio dei termini demandato a un decreto attuativo entro un anno.
Chi viene fermato con un veicolo estero non in regola rischia il ritiro della carta di circolazione fino alla regolarizzazione della posizione, mentre in caso di violazioni reiterate le forze dell’ordine possono procedere al sequestro del mezzo. Le prossime modifiche normative, attese sia sul fronte italiano sia su quello polacco, potrebbero ridisegnare in tempi relativamente brevi le condizioni che oggi rendono conveniente questo tipo di immatricolazione.