È quanto emerso dal convegno “Finanza e costruzioni: stato dell’arte e prospettive del territorio”, promosso dall’Acen, l’Associazione dei costruttori edili napoletani, durante il quale imprenditori e rappresentanti del sistema finanziario si sono confrontati sulle prospettive del comparto in Campania. Un quadro che, nel complesso, racconta di un settore tornato a correre dopo anni difficili.
Ad aprire i lavori è stato il presidente dell’Acen, Antonio Savarese, secondo cui l’edilizia campana ha recuperato negli ultimi anni solidità, capacità produttiva e organizzazione. Gli investimenti nelle costruzioni in Campania hanno superato, secondo i dati presentati, i 18 miliardi di euro, mentre le previsioni Ance stimano un incremento produttivo del 6% per il 2026.
Edilizia in Campania: nuovi investimenti
Non tutto il quadro è però positivo. Il tema del credito bancario destinato al comparto resta un nodo critico: nel 2014 gli istituti di credito avevano erogato in Campania 558 milioni di euro per investimenti residenziali e non residenziali, mentre nel 2024 si è toccato il punto più basso del decennio, con appena 339 milioni di euro erogati, una riduzione di circa il 40%. Solo nel 2025 si è registrata una lieve inversione di tendenza, con le erogazioni risalite a 423 milioni di euro, un dato che secondo gli operatori del settore resta comunque insufficiente rispetto al ritmo di crescita che il comparto sta vivendo.

Sul tema è intervenuto anche il vicepresidente nazionale dell’Ance, Piero Petrucco, che ha presentato uno studio dedicato all’andamento del credito e alla solidità economico-finanziaria delle imprese di costruzione. Secondo la ricerca, tra il 2017 e il 2024 le aziende aderenti all’Ance hanno migliorato sensibilmente i propri indicatori economici, aumentando redditività, dimensioni aziendali e livello di patrimonializzazione. Un dato che colpisce riguarda l’affidabilità finanziaria: oltre l’80% delle imprese associate presenta oggi un rating elevato, un miglioramento netto rispetto agli anni della crisi.
Il messaggio che arriva dal mondo delle costruzioni campane è dunque duplice: da un lato un settore che ha riguadagnato competitività e viene descritto come uno dei principali motori dello sviluppo regionale, dall’altro la richiesta esplicita di un maggiore sostegno da parte del sistema bancario, indispensabile secondo gli operatori per accompagnare gli investimenti previsti nei prossimi anni. Una crescita che, almeno stando alle stime presentate durante il convegno, è destinata a proseguire anche oltre il 2026, ma che rischia di trovare un limite proprio nella disponibilità di credito se il gap tra domanda di investimento e offerta bancaria non verrà colmato.
Guardando alla composizione della spesa, i dati della Banca d’Italia segnalano che gli investimenti pubblici in Campania si sono concentrati soprattutto sull’edilizia scolastica e residenziale e sulle infrastrutture idriche, comparti che hanno beneficiato in modo diretto delle risorse del PNRR e della spesa aggiuntiva degli enti locali per opere pubbliche. Più contenuta, secondo la stessa analisi, è risultata invece la crescita della spesa corrente delle amministrazioni, complice anche una riduzione degli acquisti di beni e servizi non legati agli investimenti.