Il capoluogo partenopeo registra in queste ore il sesto caso sintomatico della stagione: un uomo di 77 anni residente a Marano, giunto al pronto soccorso del Cto con febbre alta e sintomi neurologici. Gli accertamenti — esami del sangue e una rachicentesi — hanno confermato l’infezione da virus West Nile; il paziente è stato poi trasferito al Cotugno per la ricerca dell’Rna virale, nel reparto di emergenze infettivologiche diretto da Alessandro Perrella. Le sue condizioni sono migliorate rapidamente e la dimissione era attesa già nelle ore successive al ricovero.
Si tratterebbe, secondo le prime ricostruzioni, del primo caso a manifestare un interessamento neurologico in Campania nella stagione 2026, sebbene l’Azienda Ospedaliera dei Colli abbia precisato che gli accertamenti clinici hanno escluso un coinvolgimento diretto del sistema nervoso centrale, invitando a evitare interpretazioni allarmistiche.
Mappa dei contagi in Campania
Fino a questo episodio, la mappa dei contagi in Campania restava concentrata quasi interamente nel Casertano, l’area storicamente più esposta alla circolazione del virus per la presenza di zone umide che favoriscono la riproduzione della zanzara Culex, il principale vettore della malattia. I casi accertati nelle scorse settimane riguardano un uomo di Grazzanise, un episodio a Castel Volturno, una donna di 56 anni residente tra Casal di Principe e Formia, e un altro caso a Casapesenna. Un ulteriore episodio sospetto, segnalato nel Salernitano, è stato escluso dopo gli esami di conferma sull’Rna virale.

I dipartimenti di prevenzione delle Asl competenti hanno intensificato le indagini epidemiologiche per ricostruire gli spostamenti dei pazienti e verificare eventuali soggiorni nelle aree a maggiore presenza storica del virus, in particolare il litorale domizio e la zona dei Regi Lagni. Nel Casertano sono state posizionate trappole per catturare gli insetti e isolare il virus, con rilievi che coinvolgono anche cavalli e fauna selvatica nell’ambito della sorveglianza integrata uomo-animale.
Il precedente più immediato resta la stagione 2025, quando la Campania si confermò la regione più colpita d’Italia con 151 casi conclamati e 13 decessi, su un totale nazionale di 502 contagi e 34 morti. Di quei 151 casi, 60 furono registrati in provincia di Caserta, 42 nell’area sud di Napoli, 10 in città, 9 nell’area nord e 5 in provincia di Salerno, con un solo episodio nell’Avellinese. Un quadro che spiega perché, ogni estate, il ritorno del virus tenga alta l’attenzione delle autorità sanitarie regionali.
Dal punto di vista clinico, la maggior parte delle persone contagiate non sviluppa alcun sintomo: circa otto su dieci restano del tutto asintomatiche, mentre nei casi restanti compaiono febbre, mal di testa, dolori muscolari o eruzioni cutanee, disturbi che si risolvono generalmente nel giro di pochi giorni. Solo una minoranza arriva a sviluppare le forme più severe, come meningite o encefalite, più frequenti nelle persone anziane o con altre patologie pregresse.
Dal Cotugno ricordano che le precauzioni restano le stesse di sempre: repellenti cutanei, abbigliamento che copra braccia e gambe nelle ore serali, zanzariere alle finestre e l’eliminazione dei ristagni d’acqua attorno alle abitazioni, il luogo ideale in cui la zanzara Culex depone le uova.