Da giovedì 30 luglio 2026, le cose cambiano per una fascia specifica della popolazione. Con la riforma delle carte d’identità firmata dal ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo, chi ha già compiuto 70 anni potrà infatti ottenere un documento con validità “a vita”, eliminando di fatto la necessità di rinnovi periodici.
Una misura che punta a semplificare la vita di una fascia di popolazione che, più di altre, si trova spesso a fare i conti con prenotazioni, file agli sportelli comunali e attese non sempre brevi.
La novità, come ricordano diverse testate tra cui Fanpage.it, era già stata annunciata alla fine dello scorso anno, per poi trovare una collocazione precisa all’interno del decreto Pnrr approvato a febbraio e convertito in legge dal Parlamento lo scorso aprile. Il testo normativo, all’articolo 6 comma 2, stabilisce che la carta d’identità elettronica, se rilasciata a partire dal 30 luglio 2026 a soggetti che abbiano già compiuto settant’anni al momento della richiesta, avrà una durata illimitata.
Carte di identità senza scadenza: come funziona
Un dettaglio che merita attenzione riguarda proprio il requisito anagrafico: la norma richiede di aver già compiuto i 70 anni nel momento in cui viene presentata la domanda, non semplicemente di essere prossimi al traguardo. Questo significa che chi si presenta allo sportello a 69 anni, anche a pochi giorni dal compleanno, otterrà comunque una carta d’identità con la scadenza classica dei dieci anni, e dovrà attendere il rinnovo successivo per accedere al documento a validità illimitata.

Va precisato che la riforma non introduce alcun obbligo per chi è già in possesso di un documento valido: chi ha una carta d’identità non ancora scaduta potrà tranquillamente attendere la scadenza naturale prevista, senza dover richiedere anticipatamente il nuovo documento. Per chi ha già superato i 70 anni, quindi, cambierà solamente qualcosa alla prossima scadenza della carta attualmente in corso di validità, non da subito.
Una volta ottenuto il documento a validità illimitata, resta comunque prevista una particolarità legata al Certificato di autenticazione: la normativa specifica infatti che resta ferma la facoltà per l’interessato di chiedere il rinnovo della carta d’identità anche dopo dieci anni dal rilascio, un’opzione pensata per casi specifici in cui il certificato di autenticazione contenuto nel documento elettronico necessiti comunque di un aggiornamento, pur restando valida l’identità anagrafica del titolare.
Dal punto di vista pratico, le modalità di rinnovo restano invariate rispetto a oggi: per ottenere la Carta d’identità elettronica (CIE) è necessario prenotare un appuntamento presso il proprio Comune di residenza, dato che recarsi direttamente agli sportelli dell’anagrafe senza prenotazione risulta inutile, poiché gli impiegati comunali non possono procedere alla consegna del documento senza un appuntamento fissato in anticipo.
La prenotazione può essere effettuata tramite il sito del Comune di appartenenza, che solitamente dedica una pagina specifica al servizio, oppure attraverso il portale unico del Ministero dell’Interno, selezionando il proprio Comune o, in caso di indisponibilità di slot, un Comune limitrofo.
La misura si inserisce in un più ampio processo di semplificazione burocratica pensato per la popolazione anziana, categoria per la quale gli spostamenti verso gli uffici pubblici e le attese prolungate rappresentano spesso un ostacolo concreto. Resta da vedere se, nei prossimi mesi, il legislatore deciderà di estendere gradualmente questa impostazione anche ad altre fasce d’età, come già avvenuto in altri Paesi europei per documenti analoghi legati all’identità del cittadino.