Bonus fino a 1.500 euro: chi può richiederlo e come fare domanda entro il 21 settembre

1 Agosto 2026

Le rette delle scuole paritarie restano una voce di spesa non indifferente per molte famiglie italiane, soprattutto quando i figli affrontano il passaggio tra un ciclo scolastico e l'altro.

Per alleviare questo costo torna uno strumento di sostegno statale, con requisiti precisi e una finestra temporale definita per presentare domanda.

Il ministero dell’Istruzione e del Merito ha pubblicato il 31 luglio l’avviso pubblico che dà attuazione al cosiddetto bonus paritarie, previsto dall’articolo 1, comma 519, della legge di Bilancio 2026. Il provvedimento, firmato dal ministro Giuseppe Valditara di concerto con il collega dell’Economia Giancarlo Giorgetti, mette a disposizione un contributo fino a 1.500 euro per figlio destinato alle famiglie che sostengono le spese di iscrizione e frequenza di una scuola paritaria.

Bonus da 1500 euro, come funziona

Possono presentare domanda i nuclei familiari con un ISEE non superiore a 30mila euro, a condizione che il figlio per cui si richiede il contributo abbia frequentato, nell’anno scolastico 2025/2026, una scuola secondaria di primo grado paritaria oppure il primo biennio di una scuola secondaria di secondo grado paritaria. È inoltre necessario che lo studente risulti regolarmente censito nel Sidi, l’Anagrafe Nazionale degli Studenti, requisito che il sistema verifica automaticamente in fase di istruttoria.

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L’importo effettivo non è uguale per tutti, ma varia in base alla fascia ISEE di appartenenza: chi si colloca nella fascia più bassa ha diritto al contributo massimo di 1.500 euro, mentre per un ISEE compreso tra 20mila e 30mila euro il contributo scende in una forbice tra 200 e 1.000 euro. Il fondo complessivo stanziato per il 2026 ammonta a 20 milioni di euro, dai quali va sottratta una quota fino al 2% destinata alla gestione della piattaforma informatica, per cui le risorse effettivamente distribuibili risultano leggermente inferiori al totale stanziato. Il bonus, va ricordato, è cumulabile con eventuali contributi regionali già esistenti, come quelli attivi in Lombardia, fino a un tetto massimo di 5mila euro complessivi.

La domanda va presentata esclusivamente online, attraverso la piattaforma Unica del ministero, accessibile con Spid, Cie, Cns o eIDAS. Dopo l’autenticazione occorre compilare il modulo dedicato al servizio “Contributo alle famiglie per l’istruzione nelle scuole paritarie – A.S. 2025/2026” e indicare l’Iban su cui ricevere l’accredito, che verrà gestito direttamente dall’Ufficio scolastico regionale competente in base alla sede della scuola frequentata. Le richieste possono essere inviate a partire dalla data di pubblicazione dell’avviso e restano aperte fino al 21 settembre 2026, termine oltre il quale non sarà più possibile presentare l’istanza nei termini previsti.

Una volta chiuse le domande, gli uffici competenti procederanno con le verifiche sui requisiti dichiarati e con la pubblicazione dell’elenco dei beneficiari, a cui seguirà l’erogazione del contributo sui conti correnti indicati in fase di richiesta. Proprio perché l’importo definitivo dipende anche dal numero complessivo di domande validate rispetto alle risorse disponibili, il ministero invita le famiglie a completare la procedura per tempo, evitando di ridursi agli ultimi giorni utili prima della scadenza di settembre.

Il provvedimento si inserisce in una linea di finanziamento che il Governo ha confermato per il quarto anno consecutivo a sostegno del settore paritario, in un momento in cui diversi istituti registrano cali di iscrizioni e difficoltà di tenuta economica. Resta ora da vedere quante famiglie decideranno di avvalersi della misura entro la scadenza di settembre, e come si distribuiranno le risorse tra le diverse fasce ISEE previste dal decreto.

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