Angela Celentano, 30 anni dalla scomparsa: la storia, le piste, la famiglia ancora certa di riabbracciarla

10 Agosto 2026

Ci sono vicende di cronaca che, con il passare degli anni, smettono di essere semplice attualità e diventano parte della memoria collettiva di un intero Paese. La scomparsa di Angela Celentano, avvenuta esattamente tre decenni fa sulle montagne del Napoletano, è una di queste storie mai chiuse.

Sono trascorsi trent’anni esatti dalla scomparsa di Angela Celentano, la bambina di tre anni di cui si persero le tracce il 10 agosto 1996 durante una gita organizzata dalla Comunità Evangelica di Vico Equense sul Monte Faito, nel territorio di Castellammare di Stabia. Quel giorno circa quaranta persone, tra genitori e bambini, si erano riunite per il tradizionale picnic estivo della comunità: canti, preghiere e giochi all’aperto, in un clima di festa che si sarebbe trasformato in poche ore in un incubo senza fine.

Tra i partecipanti c’erano Catello Celentano e Maria Staiano con le loro tre figlie, Rossana, Angela e Naomi. Angela, nata l’11 giugno 1993, aveva appena compiuto tre anni. Poco dopo le tredici, mentre gli adulti erano impegnati a organizzare il pranzo, il padre si accorse che la bambina non era più nei paraggi.

Le ricerche partirono immediatamente e si protrassero per giorni, coinvolgendo carabinieri, polizia e protezione civile, che perlustrarono palmo a palmo i sentieri boschivi del monte senza trovare alcuna traccia: nessun indumento, nessun oggetto, nessun indizio in grado di spiegare come una bambina potesse sparire in pochi minuti in mezzo a decine di persone che la conoscevano.

La scomparsa di Angela Celentano

Uno degli aspetti più inquietanti dell’inchiesta riguarda le testimonianze di due bambini presenti quel giorno, Luca e Renato, all’epoca rispettivamente di dodici e undici anni. Sentito dai carabinieri il 10 settembre 1996, Luca raccontò di aver incrociato Renato mentre teneva Angela per mano, diretto verso il parcheggio per riporre un pallone in auto, offrendosi di riaccompagnarla lui stesso dalla madre.

La scomparsa di Angela Celentano-campaniatalk.it

Sette mesi più tardi, l’8 marzo 1997, la sua versione cambiò radicalmente: comparvero due uomini adulti che avrebbero rapito la bambina e sarebbero fuggiti con lei. Una svolta clamorosa mai confermata da riscontri oggettivi. Quando gli inquirenti tornarono a interrogare i due, ormai adulti, nell’ambito della riapertura delle indagini, entrambi risposero di non ricordare più nulla di quella giornata.

Un altro tassello che ha alimentato per anni le teorie più suggestive riguarda Rosa Celentano, cugina di Angela e figlia del fratello di Catello. All’epoca tredicenne, Rosa avrebbe confidato alla madre della piccola, la sera prima della gita, un sogno premonitore in cui la cuginetta si perdeva nel bosco. Ascoltata anni dopo dalla Procura di Torre Annunziata come persona informata sui fatti, ha ridimensionato l’episodio in un’intervista televisiva: non un sogno profetico, ma una fiaba raccontata per calmare Angela irrequieta la sera prima, la storia di Cappuccetto Rosso con il nome della protagonista sostituito da quello della cuginetta.

Un dettaglio che, dopo la scomparsa del giorno successivo, si trasformò nel racconto di una premonizione. Nel 1999 fu inoltre indagato per sequestro di persona Gennaro Celentano, fratello di Catello e padre della stessa Rosa, poi prosciolto senza che quella pista producesse elementi utili.

Nel corso dei decenni si sono susseguite numerose segnalazioni, quasi tutte rivelatesi infondate dopo accertamenti più approfonditi. Nel 2010 una diciottenne messicana, Celeste Ruiz Tellez, contattò la famiglia sostenendo di essere Angela: le somiglianze sembravano notevoli e la vicenda riaccese per settimane la speranza dei genitori, ma il test del Dna escluse ogni corrispondenza. Si scoprì che dietro la vicenda si celava un uomo che aveva utilizzato, a sua insaputa, la fotografia di una psicologa messicana. Più di recente, anche una modella sudamericana la cui somiglianza con la ricostruzione grafica del volto di Angela sembrava impressionante è stata sottoposta a esame genetico, con esito ugualmente negativo.

Il filone investigativo più duraturo, e oggi l’unico ancora attivo, è quello turco, aperto nel 2009 sulla base di una confidenza raccolta anni prima da un sacerdote durante una confessione e rivelata dopo la sua morte dalla blogger Vincenza Trentinella. Secondo questa ricostruzione, Angela potrebbe trovarsi sull’isola di Büyükada, al largo di Istanbul, insieme a un uomo che si sarebbe spacciato per suo padre.

Il filone era stato archiviato nel 2021, ma è stato riaperto l’anno successivo dopo la diffusione di un video che ritrae una giovane donna con tratti somatici ritenuti compatibili con l’evoluzione del volto di Angela. Nel giugno 2025 il giudice per le indagini preliminari di Napoli, Federica Colucci, ha respinto la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura e ha disposto un prolungamento degli accertamenti, incluso un test del Dna sulla ragazza ritratta nel video, subordinato al suo consenso e alla preventiva identificazione anagrafica attraverso testimoni locali, tra cui un avvocato e un farmacista dell’isola.

Pochi giorni prima di questo trentesimo anniversario è stata diffusa anche una nuova elaborazione di age progression che immagina il volto di Angela oggi, realizzata su richiesta dell’associazione Manisco World, che affianca da anni la famiglia nella ricerca. Maria Staiano e Catello Celentano non hanno mai interrotto le proprie ricerche e, a ogni anniversario, ribadiscono pubblicamente la stessa certezza: quella di poter riabbracciare un giorno la figlia.

Una storia che, tra piste rivelatesi infondate, testimonianze contraddittorie e un filone investigativo ancora aperto dopo tre decenni, resta uno dei misteri più discussi della cronaca italiana, sospesa tra il dolore di una domanda senza risposta e la tenacia di una famiglia che non ha mai accettato l’idea di smettere di sperare.

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