Tre giorni per entrare dove di solito non si può: torna Open House Napoli, ecco i luoghi

29 Settembre 2026

Ci sono luoghi di Napoli che si vedono solo dall'esterno, o che nemmeno si immaginano. Per un fine settimana d'inizio ottobre molti di loro apriranno le porte a chiunque voglia entrare.

Dal 2 al 4 ottobre 2026 torna Open House Napoli, la manifestazione che per tre giorni rende accessibili gratuitamente edifici storici, spazi contemporanei e siti normalmente chiusi al pubblico. Il format non è nato qui: arriva dalla rete internazionale Open House, partita da Londra all’inizio degli anni Novanta e oggi diffusa in decine di città nel mondo, da New York a Barcellona. L’idea di fondo resta la stessa ovunque, cioè far conoscere l’architettura attraverso chi la abita, la custodisce o la sta costruendo.

I numeri dell’edizione partenopea sono consistenti. In calendario ci sono oltre 150 appuntamenti che spaziano da palazzi nobiliari a cantieri ancora in corso, da abitazioni private di pregio a itinerari urbani ed eventi tematici. A guidare i visitatori saranno più di 600 volontari. Circa settanta aperture sono inedite, ovvero luoghi che non avevano mai partecipato alle edizioni precedenti.

Il programma Open House Napoli

Scorrendo il programma, la varietà salta subito all’occhio. Si passa dalla sede della Banca d’Italia alla Biblioteca Universitaria, dalla chiesa con chiostro di San Giovanni a Carbonara al Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II. Accanto ai luoghi istituzionali figurano strutture dell’ospitalità come l’Hotel Royal Continental sul lungomare, il Decumani Hotel De Charme e l’Accadia Relais. Curiosa la presenza del filobus storico Alfa 1000 messo a disposizione da ANM, un pezzo di storia dei trasporti cittadini che si potrà osservare da vicino. Tra le tappe segnalate compare anche l’atelier di Ambra Caminito all’interno di Palazzo Mannajuolo, l’edificio liberty di via Filangieri celebre per la sua scala ellittica.

Il programma Open House Napoli-campaniatalk.it

La vera novità del 2026 si chiama Sconfinamenti. Gli organizzatori lo descrivono come un festival dentro il festival, con l’obiettivo di portare i partecipanti oltre i confini comunali e dentro la Città Metropolitana. Il primo territorio coinvolto sono i Campi Flegrei, area in cui archeologia, paesaggio vulcanico e architettura convivono in pochi chilometri. Non a caso nell’elenco compaiono il Faro di Capo Miseno, il Colombario del Fusaro, le Grotte dell’Acqua e il Bosco della Salandra, tutti luoghi che raramente entrano nei percorsi turistici classici.

Anche le famiglie hanno uno spazio dedicato. Presso La Santissima Community Hub nascerà il Villaggio OHN Kids, animato dalla rete di artisti e artigiani che gravita attorno all’hub e dalle attività creative del progetto La Santissima Domenica. Qui i bambini troveranno laboratori e una mostra, Napoli in Mattoncini, in cui i monumenti simbolo della città sono ricostruiti con migliaia di pezzi Lego. Coldiretti Napoli parteciperà con percorsi di educazione alimentare pensati in chiave ludica, mentre per gli adulti ci saranno i prodotti a chilometro zero dei mercati di Campagna Amica.

L’elenco completo dei siti, con orari e modalità di accesso, è pubblicato sul sito ufficiale openhousenapoli.org. Per molte visite, soprattutto quelle nelle case private e nei luoghi con capienza ridotta, è consigliabile consultare il programma con anticipo, perché i turni tendono a riempirsi nelle prime ore. Qualche sito prevede l’accesso libero fino a esaurimento posti, altri una prenotazione online, e le condizioni possono variare da un’apertura all’altra.

Chi ha partecipato alle edizioni passate sa che il bello di Open House sta spesso nei dettagli meno annunciati, come un cortile interno o una terrazza affacciata sul golfo che per il resto dell’anno restano invisibili. Quest’anno, con l’allargamento verso i Campi Flegrei, la mappa si fa più ampia e la scelta, per chi ha solo un weekend a disposizione, un po’ più difficile.

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