Napoli dottoressa e paziente

A Napoli visite gratis per chi non può permettersele: la nuova solidarietà

7 Ottobre 2026

A Napoli cresce la rete delle “cure sospese”: visite ed esami gratuiti per chi non riesce a sostenere le spese sanitarie. Un segnale della nuova fragilità economica.

A Napoli il concetto di solidarietà si sta trasformando insieme ai bisogni delle persone. Se il caffè sospeso appartiene da sempre alla tradizione della città, oggi quella stessa idea sembra essersi spostata anche sul terreno della salute. Nascono così le “cure sospese”, iniziative attraverso cui medici, associazioni e realtà del Terzo settore mettono gratuitamente a disposizione visite specialistiche, consulenze ed esami per chi non riesce a sostenerne il costo.

Non si tratta soltanto di un gesto di solidarietà. È anche il riflesso di una difficoltà economica che sembra interessare ambiti sempre più essenziali della vita quotidiana.
A Bagnoli e Soccavo la solidarietà entra negli ambulatori. A Bagnoli, l’Auser ha attivato un ambulatorio sociale nella sede dello Spi Cgil, dove alcuni medici specialisti offrono gratuitamente le proprie competenze. Altre consulenze vengono messe a disposizione anche a Villa Medusa.
Un’esperienza simile è presente a Soccavo, dove Medici di Strada e la parrocchia Madonna de La Salette hanno organizzato un ambulatorio con circa 15 specialisti, accessibile su prenotazione.

L’obiettivo è intercettare quelle persone che, davanti a una spesa sanitaria, finiscono per rimandare una visita, un esame o un controllo perché il bilancio familiare non permette di affrontare anche quel costo.
Ed è proprio qui che il significato delle “cure sospese” diventa particolarmente forte: evitare che una necessità sanitaria venga rinviata semplicemente perché mancano le risorse economiche.

A Napoli cresce anche la richiesta di aiuto per fare la spesa

La difficoltà non riguarda però soltanto la sanità. Un altro indicatore arriva dagli empori solidali, dove le famiglie in condizioni di fragilità possono procurarsi gratuitamente alimenti e prodotti di prima necessità.
A Napoli la rete della Caritas conta sette empori. Tra questi, quello “Gocce di Rugiada” di Poggioreale avrebbe registrato un aumento significativo degli accessi quotidiani, passati da circa 20 a circa 50.
Nella zona orientale della città, invece, l’Emporio Solidale San Giuseppe segue stabilmente circa 240 famiglie, mentre altre 80 ricevono un sostegno occasionale. Nell’ultimo anno sarebbero state distribuite complessivamente circa 100 tonnellate di beni, tra alimenti, prodotti per la casa e altri articoli.
Numeri che raccontano una realtà nella quale la solidarietà non riguarda più soltanto situazioni eccezionali, ma diventa per molte famiglie un sostegno necessario per affrontare la quotidianità.

Non solo pacchi alimentari: gli empori diventano luoghi di comunità

Il modello degli empori solidali, inoltre, sta cambiando. La persona che riceve aiuto non si limita necessariamente a prendere un pacco già preparato: attraverso un sistema di punti, può scegliere direttamente i prodotti di cui ha maggiore bisogno. È una modalità che punta a conservare almeno una parte dell’autonomia delle famiglie assistite.
E in diversi casi l’emporio diventa qualcosa di più di un piccolo supermercato gratuito. Attorno alla distribuzione dei beni possono nascere sportelli di orientamento, attività educative, doposcuola, iniziative culturali, supporto psicologico e percorsi contro lo spreco alimentare. Il bisogno materiale diventa così il punto di partenza per costruire una rete di sostegno più ampia.

Condividi:

 

Lascia un commento