Caldo record in Campania: la mappa dei 10 hotspot di Legambiente, Napoli e Afragola a 48 gradi

6 Agosto 2026

Legambiente Campania ha individuato 10 hotspot termici stabili, dieci punti del territorio regionale che negli ultimi dieci anni hanno mostrato una persistenza anomala delle temperature medie al suolo. Il monitoraggio, spiega l’associazione, ha preso in esame l’andamento termico della Campania nel periodo compreso tra il 2015 e il 2025, utilizzando i dati raccolti dai sensori

Legambiente Campania ha individuato 10 hotspot termici stabili, dieci punti del territorio regionale che negli ultimi dieci anni hanno mostrato una persistenza anomala delle temperature medie al suolo. Il monitoraggio, spiega l’associazione, ha preso in esame l’andamento termico della Campania nel periodo compreso tra il 2015 e il 2025, utilizzando i dati raccolti dai sensori dei satelliti Landsat 8 e Landsat 9, e arriva nella giornata in cui il Ministero della Salute ha confermato il bollino rosso per Napoli e per le altre città italiane monitorate a livello nazionale.

Napoli: zone a 48 gradi in città

Il primato del calore appartiene a due luoghi molto diversi tra loro ma accomunati dalla stessa esposizione: la Stazione Centrale di Napoli e il mercato ortofrutticolo di Afragola, dove la temperatura del suolo ha raggiunto i 48 gradi. Seguono cinque punti fermi a 46 gradi: la zona residenziale di Macerata Campania, l’area mercatale di Caserta, la zona residenziale di Sant’Antimo, San Cipriano d’Aversa e il mercato di San Severino. Chiudono la mappa piazza Enrico a Benevento con 45 gradi, corso Vittorio Emanuele ad Avellino con 44 e via del Carmine a Salerno con 41.

Napoli: zone a 48 gradi in città-Campaniatalk.it

Secondo Legambiente, il caldo in Campania non si distribuisce in modo casuale, ma segue precise condizioni territoriali e sociali: dove il suolo è più consumato, il verde più scarso e la copertura artificiale più estesa, la temperatura tende ad accumularsi; dove la città si è espansa senza una pianificazione ecologica adeguata, aumentano le superfici che assorbono calore e diminuiscono quelle in grado di smaltirlo.

Il caso di Afragola viene indicato dall’associazione come particolarmente emblematico, perché unisce intensità d’uso, grandi spazi asfaltati e forte esposizione al sole: qui il caldo non è soltanto un disagio ambientale, ma incide sulle condizioni di chi lavora, sui tempi e sulle modalità della movimentazione delle merci e sulla qualità complessiva degli spazi esterni. La Stazione Centrale di Napoli, dal canto suo, concentra traffico, asfalto, superfici dure e flussi continui, in un nodo urbano dove manca quasi del tutto un reale sollievo climatico.

L’allerta diramata dal Ministero della Salute riguarda in particolare anziani, bambini e persone fragili, oltre a chi trascorre molte ore all’aperto per lavoro, categorie considerate più esposte ai rischi delle temperature estreme. Per Legambiente, ogni hotspot racconta una storia diversa, ma tutti parlano della stessa fragilità: quella di territori che, per caratteristiche urbane, ambientali o infrastrutturali, trattengono più calore degli altri e faticano a smaltirlo anche una volta calato il sole.

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