La mensilità di agosto porta con sé alcune novità rilevanti per milioni di pensionati italiani, a partire dal conguaglio fiscale legato al modello 730/2026.
Per chi ha indicato l’Inps come sostituto d’imposta, l’istituto applica direttamente sulla pensione l’esito della dichiarazione dei redditi trasmesso dall’Agenzia delle Entrate, con un effetto che può tradursi in un rimborso oppure in una trattenuta a seconda che dalla dichiarazione emerga un credito o un debito. Nel primo caso l’importo si aggiunge alla pensione ordinaria, nel secondo la trattenuta può avvenire in un’unica soluzione o attraverso le rate indicate dal contribuente in fase di dichiarazione.
Pensioni, le variazioni sui pagamenti di agosto
Non tutti i pensionati vedranno però il conguaglio già nel cedolino di agosto: la tempistica dipende da quando è stata presentata la dichiarazione e da quando il relativo prospetto è arrivato all’Inps. Chi ha rispettato le prime scadenze potrebbe trovare l’operazione già regolata questo mese, mentre chi ha trasmesso il 730 più tardi rischia di dover attendere settembre o le mensilità successive. Un aspetto da tenere presente riguarda le trattenute rateizzate: dovendo concludersi entro la fine dell’anno, più tardivo è l’arrivo del prospetto, minori saranno le mensilità disponibili per il recupero e più alto, di conseguenza, l’importo trattenuto su ciascun cedolino.

Accanto al conguaglio fiscale, agosto porta con sé anche il rischio concreto di una trattenuta del 5% per chi percepisce prestazioni collegate al reddito – integrazione al trattamento minimo, maggiorazioni sociali, incremento al milione, quattordicesima e simili – e non ha ancora comunicato all’Inps i redditi relativi al 2022, nonostante i solleciti già ricevuti.
La trattenuta viene calcolata sull’importo lordo della pensione di luglio e applicata sui ratei di agosto e settembre, con l’unica eccezione dei pensionati che percepiscono un assegno pari o inferiore a 100 euro mensili, comunque tenuti a regolarizzare la propria posizione reddituale. Il termine ultimo per mettersi in regola è fissato al 15 settembre 2026: superata questa data senza la dichiarazione richiesta, l’Inps può procedere alla revoca definitiva della prestazione e al recupero di eventuali somme indebitamente percepite.
A questi due elementi si sommano le consuete trattenute fiscali ordinarie, con l’applicazione dell’Irpef mensile e delle addizionali regionali e comunali riferite all’anno precedente, oltre a eventuali recuperi già avviati nei mesi scorsi. Restano invece esenti da prelievo fiscale le prestazioni non imponibili, come l’invalidità civile e l’assegno sociale. Sul fronte dei pagamenti, chi riceve l’accredito su conto corrente postale o ritira l’importo in contanti presso gli uffici postali potrà contare sulla disponibilità della pensione già da sabato 1° agosto, tenendo conto degli orari ridotti che molti uffici osservano di sabato. Chi invece riceve l’accredito su conto corrente bancario dovrà attendere lunedì 3 agosto, primo giorno bancabile utile.